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Back to basics

13 Giu

back-to-basics

Uno dei problemi di base che affligono il povero studente della lingua inglese è l’uso delle preposizioni e, in particolare, della preposizione to. Questo problema nasce in gran parte dalla solita interferenza della madrelingua italiana. Ma prima di vedere esattamente in che modo la lingua italiana fa questo scherzetto, ripassiamo brevemente il ruolo delle preposizioni nella grammatica in generale a prescindere dalla specifica lingua. (Puoi scorrere velocemente questa premessa se ti sembrano delle cose troppo ovvie!)

Senza complicarci la vita più del necessario con astrusi termini lingusitici, possiamo dire che una preposizione è semplicemente una parola che stabilisce un rapporto tra un sostantivo o un pronome e qualche altra parola o elemento nel resto della frase. Il tipo di rapporto stabilito dipende dal tipo di preposizione adoperato: di solito si tratta di posizione, tempo o direzione. Volendo si può immaginare una preposizione come una specie di legame tra due elementi.

Prendiamo tre esempi pratici:

POSIZIONE:

  • The keys are on the table.
  • Le chiavi sono sul tavolo.

La preposizione on ci fa capire il rapporto posizionale tra le chiavi e il tavolo.
Questo rapporto cambia se cambiamo la preposizione:

  • The keys are under the table.
  • Le chiavi sono sotto il tavolo.

TEMPO:

  • Jane wrote the letter before lunch.
  • Jane scrisse la lettera prima di pranzo.

La preposizione before ci fa capire il rapporto temporale tra la scrittura della lettera e il pranzo.
Questo rapporto cambia se cambiamo la preposizione:

  • Jane wrote the letter after lunch.
  • Jane scrisse la lettera dopo pranzo.

DIREZIONE:

  • Bob walked through the park.
  • Bob passeggiò attraverso il parco.

La preposizione through ci fa capire il rapporto direzionale tra la passeggiata di Bob e il parco.
Questo rapporto cambia se cambiamo la preposizione:

  • Bob walked around the park.
  • Bob passeggiò attorno al parco.


Ovviamente le preposizioni non sono altro che una convenzione linguistica che si è sviluppata all’interno di ogni lingua in base alla sua propria storia socio-culturale. Per questo motivo, purtroppo, non sempre le preposizioni trovano corrispondenza tra una lingua e un’altra. Un esempio che serve per tutti:

  • The match may be postponed. It depends on the weather.
  • La partita potrebbe essere rimandata. Dipende dal tempo.

Come si vede, in inglese il verbo to depend (dipendere) richiede la preposizione on (su) che è improponibile nella lingua italiana. Nello stesso modo la preposizione da (from) è improponibile dopo il verbo to depend nella lingua inglese.

Questa non-corrispondenza tra l’inglese e l’italiano è uno dei problemi principali. Un altro problema sono quei verbi che in inglese richiedono una preposizione ma in italiano no, e vice versa. Ecco alcuni esempi tipici:

To look at = guardare

  • Look at that amazing car!
  • Guarda quella macchina pazzesca!

To listen to = ascoltare

  • Bob is listening to the radio.
  • Bob sta ascoltando la radio.

To wait for = aspettare

  • Will you wait for me, please?
  • Mi aspetti, per favore?

To play = giocare a

  • We played tennis in the afternoon.
  • Abbiamo giocato a tennis dopo pranzo.

Può essere opportuno memorizzare il verbo insieme alla sua preposizione!


Così arriviamo al problema originale: quello della preposizione to e l’interferenza della madrelingua italiana. In questo caso il problema nasce con la preposizione a nella lingua italiana la quale serve sia come preposizione di posizione che di direzione. Vediamo subito un esempio pratico:

  • Bob è rimasto a casa di Jane. (preposizione di posizione)
  • Bob stayed at Jane’s house.
  • Bob è andato a casa di Jane. (preposizione di direzione)
  • Bob went to Jane’s house.

Il modo migliore per risolvere questo problema è quello di analizzare il verbo e individuare se esprime movimento. La preposizione to esprime sempre movimento, o in modo fisico o in modo più astratto, e serve per legare il verbo di movimento alla destinazione del movimento. Negli esempi qui sopra il verbo to stay non è un verbo di movimento ma un verbo statico. Il verbo to go invece è un verbo di movimento. E bene ricordare che anche se si traduce la preposizione to con l’italiano a, in realtà la preposizione to contiene quasi sempre l’idea di movimento in una certa direzione verso una certa destinazione.

Altri esempi con il to di movimento:

  • Bob walked to the pub
  • Bob è andato al pub a piede.
  • Jane came to my house yesterday.
  • Jane è venuta a casa mia ieri.
  • When we arrived the children ran to the sea.
  • Quando siamo arrivati i ragazzi hanno corso verso il mare.
  • The tower was very tall but we climbed to the top.
  • La torre era molto alta ma siamo saliti fino in cima.
  • Bob stumbled and all the books fell to the ground.
  • Bob ha inciampato e tutti i libri sono caduti a terra.

È importante prendere nota di tre verbi comuni che richiedono la preposizione to anche se l’idea di movimento è decisamente astratta: to talk to, to speak to, to listen to. La spiegazione sta nel fatto che riguardano il movimento di suoni da una fonte (bocca) ad una destinazione (orecchio).

  • Bob spoke to the manager yesterday. (non usare WITH, per favore!)
  • Bob ha parlato con il direttore ieri.

Con i verbi to talk e to speak, se non c’è la destinazione ma c’è un argomento usiamo la preposizione about:

  • Bob spoke about his holiday in Thailand.
  • Bob ha parlato della sua vacanza in Tailandia.

E quando c’è la destinazione e anche l’argomento usiamo entrambi:

  • Bob spoke to the family about his idea.
  • Bob ha parlato con la famiglia della sua idea.

E quando non c’è né destinazioneargomento, non usiamo niente (in quanto non c’è niente da legare):

  • Bob sat down and spoke quietly.
  • Bob si è seduto e ha parlato a bassa voce.

Con il verbo to listen la situazione è analoga ma possiamo usare solamente la proposizione to:

  • Jane listened to the teacher’s comments.
  • Jane ha ascoltato i commenti dell’insegnante.

Se non citiamo la fonte del suono però, non serve la preposizione (in quanto non c’è niente da legare):

  • Jane listened very carefully.
  • Jane ha ascoltato molto attentamente.

È ugualmente importante prendere nota del fatto che in inglese il verbo to arrive viene considerato un verbo statico e non di movimento (in quanto il movimento è già finito nel momento in cui l’arrivo è avvenuto). Di conseguenza non viene MAI usato con la preposizione to ma con altre preposizioni di posizione o di tempo in base a quello che si vuole dire:

  •  When we arrived in London it was raining.
  • Quando siamo arrivati a Londra pioveva.
  • Bob arrived at the cinema after Jane.
  • Bob è arrivato al cinema dopo Jane.
  • Jane arrived at half past eight.
  • Jane è arrivata alle otto e mezzo.

Infine, attenzione al verbo to be che è rigorosamente un verbo statico e NON va usato con la preposizione to TRANNE in un unico importante caso, è cioè quando parliamo di viaggi o di esperienze che fanno parte del proprio bagaglio di vita vissuta (quindi rigorosamente con il passato prossimo e SENZA specificare il tempo).

  • Have you ever been to India?
  • Sei mai stato in India?
  • Bob has been to France three times but he has never been to Spain.
  • Bob è stato in Francia tre volte ma non è mai stato in Spagna.

In effetti, in frasi di questo tipo si tratta di andare (movimento), essere (posizione), ritornare (movimento). Come vedi i verbi di movimento vincono due a uno!

Diversamente, nell’esempio qui sotto, non si tratta di ‘viaggi’ e quindi la preposizione è di posizione:

  • Have you ever been in Joe’s garage?
  • Sei mai stato nel garage di Bob?

N.B. Home, here e there rifiutano la preposizione to

  • Bob went home early
  • Bob è andato a casa presto.
  • We come here quite often.
  • Veniamo qui abbastanza spesso.
  • It’s not far. You can walk there.
  • Non è lontano. Puoi andarci a piedi.

N.B. Per una spiegazione dei ditransitive verbs (es: to give something to somebody ecc) clicca QUI


Creative Commons ~ some rights reserved

 
4 commenti

Pubblicato da su 13 giugno 2014 in Appunti grammaticali, prepositions

 

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4 risposte a “Back to basics

  1. Larisa Negritas

    23 settembre 2016 at 17:01

    Ciao!! Ma come mai a volte quando si tratta dei verbi dopo il to si mette ing e non l’infinito? Per esempio to cooking e non to cook

     
    • Tony

      23 settembre 2016 at 17:55

      Ciao Larisa. La tua domanda è validissima e la risposta è anche abbastanza lineare. Si tratta di un inganno che fa la particella “to“. Come saprai, quando un verbo viene collocato subito dopo una preposizione, si trova sempre al gerundio: “tired of working“, “useful for carrying“, “death by drowning“, worry about losing“, ecc. Il problema con la particella “to” è che, anche se la maggior parte delle volte è effettivamente soltanto una particella che fa parte dell infinito e che quindi viene segito dal verbo all’infinito, capita con alcune espressioni invece che la particella “to” è in realtà la preposizioneto” e di conseguenza viene seguito dal gerundio, in linea con la regola. Non ci sono molte espressioni di questo tipo ma è bene sapere che esistono. Ecco qualche esempio:

      In addition to working until 9.00 evry day, he also has to work on Sundays!
      I’m looking forward to meeting you.
      You’ll get used to driving on the left.

       

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