The house that Jack built

~ Le proposizioni relative in inglese ~

In inglese si chiamano relative clauses e sono quelle proposizioni secondarie che si inseriscono in una frase per fornire maggiore informazione riguardo al soggetto della frase. Possono essere di due tipi: defining relative clause (importante, se non essenziale, per dare un senso compiuto alla frase) e non-defining relative clause (non necessaria in quanto dà soltanto delle informazioni aggiuntive).

La relative clause viene collocata nella frase tramite uno dei seguenti pronomi:

  • whoper le personeche / il quale / la quale / i quali / le quali
  • whichper le cose e animali: che / il quale / la quale / i quali / le quali
  • whoseper il possesso (persone/cose): il cui / la cui / i cui / le cui
  • whereper i luoghi: dove

È da notare che il pronome that viene usato molto spesso al posto di who/which, ma solamente nelle defining relative clauses.


Defining relative clauses

Vediamo subito un esempio:

  • Tom is the guy who/that taught me to play the guitar.
  • Tom è il tizio che mi ha insegnato a suonare la chitarra.

Da questo esempio si vede subito cosa si intende per defining relative clause. Togli la proposizione relativa e rimani con una frase che ci dice poco e niente: “Tom is the guy.” Viene da chiedere, “Quale tizio?” e la proposizione relativa serve a dare una risposta proprio a questa domanda.

Vediamo un altro esempio con which/that:

  • I’m looking for the horse which/that won the race.
  • Sto cercando il cavallo che ha vinto la corsa.

Anche qui si vede subito l’importanza della proposizione relativa per rispondere alla domanda, “Quale cavallo?”

Vediamo un paio di esempi con whose:

  • The money is for all those people whose houses were destroyed in the flood.
  • Il denaro è per tutte quelle persone le cui case furono distrutte nell’alluvione.
  • It was the only house in the street whose windows were still intact.
  • Era l’unica casa nella strada le cui finestre erano ancora integre.

E infine un esempio con where:

  • We visited the shop where grandpa had worked as a young man.
  • Abbiamo visitato il negozio dove il nonno aveva lavorato da giovane.

Non-defining relative clauses

Le non-defining relative clauses servono solo per dare qualche informazione aggiuntiva in una frase che è già compiuta e auto-sufficiente. Tendono ad agire più o meno come incisi. Vediamo degli esempi:

  • Neil, who was still furious, couldn’t stop shouting.
  • Neil, che era ancora furioso, non riusciva a smettere di gridare.

Qui, se togliamo la proposizione relativa, “who was still furious”, resta comunque una frase che va benissimo senza nessun’altra aggiunta. La proposizione relativa è utile ma per niente fondamentale per la comprensione della frase.

Vediamo un altro esempio con which/that:

  • The car, which only needed a fresh coat of paint, started immediately.
  • La macchina, che aveva bisogno solamente di una riverniciata, è partita subito.

Anche qui, se togliamo la proposizione relativa, resta sempre una frase con un senso compiuto.

Vediamo un paio di esempi con whose:

  • The president, whose support was essential, was not convinced.
  • Il presidente, il cui sostegno era essenziale, non era convinto.
  • The book, whose cover was ruined, was still legible.
  • Il libro, la cui copertina era rovinata, era leggibile lo stesso.

E infine un esempio con where:

  • The gardens, where we used to walk, had been turned into a car park.
  • I giardini, dove passeggiavamo, erano stati convertiti in un posteggio.

Omissione del pronome relativo

Resta adesso una sola cosa da mettere a punto: quand’è che si può togliere who/which/that dalla frase? In realtà è molto semplice. Si possono togliere dalla frase quando si tratta di una defining relative clause e quando il pronome relativo in questione è un pronome complemento e mai quando è un pronome soggetto. Tradotto in termini pratici, significa che quando who, which o that viene seguito da un soggetto prima del secondo verbo, lo si può togliere. Come sempre, bisogna vedere degli esempi pratici per capire meglio:

  • Clare is the girl [who/that] Bob took to the concert.
  • Clare is the girl Bob took to the concert.
  • Clare è la ragazza che Bob ha portato al concerto.

L’inserimento di un nuovo soggetto dopo il pronome relativo crea uno stacco naturale tra le due proposizioni che ci permette di sottintendere il pronome relativo. Facile.

Vediamo degli altri esempi:

  • That’s the film [which/that] we saw last night.
  • That’s the film we saw last night.
  • Quello è il film che abbiamo visto stanotte.
  • I can’t find the wine [which/that] I bought yesterday.
  • I can’t find the wine I bought yesterday.
  • Non trovo il vino che ho comprato ieri.
  • Tom has lost the watch [which/that] you gave him for his birthday.
  • Tom has lost the watch you gave him for his birthday.
  • Tom ha perso l’orologio che gli hai dato per il compleanno.

Questo trucchetto vale anche quando il pronome relativo è legato ad una preposizione. Basta spostare la preposizione oltre il secondo verbo (e il complemento oggetto, se c’è) e togliere il pronome relativo. Negli esempi che seguono partiamo dall’italiano e passiamo dalla forma formale (ormai poco usata ma molto simile all’italiano) per arrivare alle due forme più usate nella lingua parlata:

  • L’uomo al quale Jane ha dato il suo passaporto, è scomparso.
  • The man to whom Jane gave her passport, has disappeared. (formale)
  • The man [who/that] Jane gave her passport to, has disappeared.
  • The man Jane gave her passport to, has disappeared.
  • Quello è il punto dal quale abbiamo iniziato.
  • That is the point from which we started. (formale)
  • That is the point [which/that] we started from.
  • That is the point we started from.
  • L’azienda per la quale Neil ha lavorato, ha chiuso.
  • The company for which Neil worked, has closed. (formale)
  • The company [which/that] Neil worked for, has closed.
  • The company Neil worked for has closed.

N.B. Non si è mai obbligati a togliere il pronome relativo in inglese, ma nella lingua parlata si fa continuamente, soprattutto nelle frasi poco complesse.


E per concludere…

10 comments

  1. Hi Tony, I was doing an exercise and one of the sentences was: it’s……. I told the news, with the right solution being he whom. I had chosen him who instead. Can this be also a possible solution or is it completely wrong?

    1. My first reaction is that the sentence is missing the prpeostion “to”. We can only omit “to” in the construction: to tell somebody something. Otherwise the construction should be: to tell something to somebody which is only occasionally used in effect. However, if the indirect object comes before the verb, as it does in the passive construction, then “to” is necessary. I would say here: “It’s him to whom I told the news.” (Actually I wouldn’t say it because it sounds awful!) We’re treading on thin ice here, Giuseppe, and there is a lot of debate on this point. I’m not totally sure of my answer. In any case I think it’s a construction that would normally be well avoided!

      1. So how would you say? My doubt was him or he? For example, how would you say: è lui che vi ha derubato? Do I have to add it also? So is it him who or is he who? I’m lost in translation! 😂

        1. In your new example, “lui” is the subject of the verb and so it is clearly “he” who robbed you.
          The difficulty with your first example is that the subject is “I” and “lui” is the object. THis is made even more complicated by the characteristics of the verb “tell”!
          After the opening: “it is…” the pronoun is normally in the nominative form if it is the subject oof the relative clause that follows

          It is he who opened the gate
          It was they who sold me the tickets.
          It is she who will assist the Queen.

          However, if the sentence stops after the pronoun, then we use the accusative form.

          It’s him.
          It was them.
          Hello, it’s only me. (on the phone)

  2. I read this story the last night in my father’school book!
    The good things are always good! 🙂

  3. It’s an useful lesson. Is ” The house that Jack built ” a fairy tale for children or a toungue twister? Thanks

    1. It’s really a just a short story for children but done in an interesting way. It’s like the song of Angelo Branduardi “La Fiera dell’Est” (possibly his idea came from this story?)

      Marcella, you should use “a” before “useful” and not “an” because “useful starts with the sound of a consonant (yousful). It’s the same with “a university”, “a union” etc.

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