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Eight shades of abundance

degrees-of-quantity

Otto sfumature di abbondanza

Dubito che questa mia pubblicazione possa ottenere lo stesso successo delle celebri “cinquanta sfumature di grigio“, ma forse per qualcuno potrebbero risultare persino più utili. Chissà. L’idea, intanto, è quella di gettare un po’ di luce sui più comuni modi di esprimere quantità in inglese, smistandoli, mettendoli in ordine crescente, e assegnando un punto di riferimento orientativo ad ogni sfumatura. Ho preferito non entrare in merito alla grammatica specifica per ogni modo di dire perché non è quello lo scopo dell’articolo e perché renderebbe meno immediato l’effetto schematico. Invece, laddovè ho già pubblicato qualcosa al riguardo, ho messo un link tra parentesi.

Sempre con l’idea di tenere tutto il più schematico possibile, mi sono basato su due frasi soltanto: una come esempio di un sostantivo numerabile e l’altro come esempio di un sostantivo non numerabile. Si tratta dunque del numero di fiori nel giardino di Jane questa primavera e della quantità di neve sull’Etna quest’inverno.


SOSTANTIVI NUMERABILI


QUANTITÀ INESISTENTE

Non ci sono fiori nel giardino di Jane questa primavera.

  • There are no flowers in Jane’s garden this spring. (link)
  • There aren’t any flowers in Jane’s garden this spring. (link)

QUANTITÀ INSIGNIFICANTE

► Ci sono pocchissimi fiori nel giardino di Jane questa primavera.

  • There are very few flowers in Jane’s garden this spring.
  • There are hardly any flowers in Jane’s garden this spring.

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Pubblicato da su 15 novembre 2016 in Appunti grammaticali, syntax

 

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Quite a lot

quite-a-lot

“Tutto solo! Se ti piace o no, sarai abbastanza solo.”

A parte la citazione del grande Dr. Suess, quello che ho scelto di esaminare qui è l’espressione quite a lot (of). Impiegata quasi esclusivamente nella forma affermativa, l’espressione quite a lot (of) è usatissima per esprimere l’idea di abbastanza in inglese. Attenzione però, non si tratta di quell’abbastanza che indica solamente una quantità sufficiente per le esigenze del momento (quello che si esprime con enough in inglese), qui si tratta invece di una quantità (o di un numero) piuttosto significativa: si potrebbe dire in italiano diversi/e, un buon numero di, un bel po’ di. Il significato dunque è vicino a quello di molto ma con qualcosa in meno.

Grammaticalmente viene usata come a lot (of), quindi con sostantivi sia plurali che non numerabili o con verbi. Viene usata molto anche come pronome, spesso nelle risposte brevi. Vediamo l’espressione al lavoro.


Con sostantivi plurali:

  • There were quite a lot of new faces at the meeting yesterday.
  • C’erano abbastanza (diverse, un buon numero di) facce nuove alla riunione ieri.
  • I read quite a lot of books when I was a child.
  • Ho letto abbastanza (diversi, un certo numero di) libri quando ero bambino.
  • He’s got quite a lot of fascinating objects from his travels around the world.
  • Ha abbastanza (diversi, un buon numero di) oggetti affascinanti dai suoi viaggi in giro per il mondo.
  • She keeps quite a lot of rescued animals at her house in the country.
  • Tiene abbastanza (diversi, un buon numero di) animali soccorsi nella sua casa in campagna.
  • How many Frank Zappa records has he got? Quite a lot.
  • Quanti dischi di Frank Zappa ha? Abbastanza (diversi, un buon numero).

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Pubblicato da su 8 novembre 2016 in Appunti grammaticali, syntax

 

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If you pay peanuts, you get monkeys

“Se paghi spiccioli, ti ritrovi con incompetenti.”
pay

Riflessioni sul verbo to pay

Il verbo to pay può essere utilizzato in diversi tipi di costruzione ma in fondo le varianti sono poche:

  • to pay somebody ~ pagare qualcuno
  • to pay something ~ pagare denaro oppure un conto, una bolletta, l’affitto ecc.
  • to pay for somebody ~ pagare una quota per qualcuno (anche se stesso)
  • to pay for something ~ pagare per avere o usufruire di qualcosa

~ Diamo un’occhiata prima alle forme base ~


To pay somebody

  • Bob paid the staff on Friday as usual.
  • Bob ha pagato il personale il venerdì al solito.
  • Have you paid the gardener?
  • Hai pagato il giardiniere?
  • We haven’t paid the plumber yet.
  • Non abbiamo ancora pagato l’idraulico.
  • Jane always pays everybody on time.
  • Jane paga sempre tutti in orario.

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Pubblicato da su 16 giugno 2016 in Appunti grammaticali, syntax, use of verbs, Verbi

 

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Can you tell the difference?

say-tell

~ dire: to say vs. to tell ~

Ecco un’altra coppia di verbi che è spesso la causa di notti insonni per lo studente della lingua inglese. Qual è la vera differenza tra to say e to tell, come si usa e quando usare l’uno e l’altro? Bene, cominciamo col vedere cos’hanno in comune i due verbi. Ovviamente, entrambi vengono usati in inglese come equivalenti del verbo dire in italiano: da qui nasce il problema di base. Inoltre, entrambi sono verbi ditransitivi, cioè verbi che possono reggere sia un complemento oggetto (ciò che viene detto) che un complemento di termine (a chi viene detto). Ma già qui nasce la prima differenza fondamentale tra i due verbi: mentre to say può fare benissimo a meno del complemento di termine, to tell lo esige (con poche eccezioni che vedremo successivamente). Cosa vuol dire questo in termini di formula base della frase? Possiamo rappresentarla per adesso cosi:

  • To say something (to someone)
  • To tell something to someone

Però, come forse saprai già (eventualmente c’è un articolo qui), molti verbi ditransitivi in inglese ci permettono una costruzione alternativa della frase: quella di mettere prima il complemento di termine e poi il complemento oggetto, eliminando nel processo la preposizione. Bene, un’altra fondamentale differenza tra questi due verbi è che il verbo to say non permette questa costruzione alternativa mentre il verbo to tell la predilige. Quindi dobbiamo modificare subito le formule tipiche:

  • To say something (to someone)
  • To tell someone something

Adesso dobbiamo cercare di capire la differenza di significato che c’è tra questi due verbi. Inanzittutto possiamo dire che il verbo to say è il vero verbo dire che si interesse principalmente nell’enunciato, nelle parole detto. È un verbo prettamente discorsivo. Il verbo to tell invece, analizzandolo bene, in realtà ha tre effettivi significati nessuno dei quali è il verbo dire:

  • INFORMAREcomunicare delle informazioni a qualcuno
  • ORDINAREdare ordini o istruzioni a qualcuno
  • RACCONTAREcondividere una storia con qualcuno

Esaminiamo queste tre sfumature del verbo to tell una per una.
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Pubblicato da su 27 maggio 2016 in Appunti grammaticali, syntax, use of verbs, Verbi

 

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When you fall…

the-floor

L’uso di when nelle proposizioni temporali subordinate al futuro

Cercando di non perderci troppo nei meandri della teminologia grammaticale, stabiliamo subito di che tipo di frase stiamo parlando: una frase complessa che consiste in una proposizione principale e una proposizione subordinata, e che ha la sua collocazione temporale nel futuro. Il fatto che le due proposizioni vengono messe in relazione con la congiunzione temporale when indica che le due azioni avvengono in modo quasi contemporaneo (in realtà avviene prima l’azione subordinata e poi quella principale ma la distanza tra di loro nel tempo è irrisoria). Vediamo un semplice esempio pratico partendo dall’italiano:

  • Darò i biglietti a Bob quando lo vedrò.
  • Quando vedrò Bob, gli darò i biglietti.

A prescindere dall’ordine in cui vengono messe le due proposizioni, è evidente che si tratta di un evento futuro e che le due azioni in questione avverranno in modo più o meno contemporaneo: prima vedrò Bob e poi gli darò i biglietti. In questi casi, la forma corretta in italiano è quello di mettere entrambi i verbi nel tempo futuro così come nell’esempio. In inglese, invece, si mette il verbo della proposizione principale al future simple, per dare il senso del futuro alla frase, MA, a differenza dell’italiano, si mette il verbo della proposizione subordinata al present simple. Il ragionamento sta nel principio che, prima che l’azione principale possa avvenire nel futuro, l’azione subordinata dev’essere già presente. Nel caso del nostro esempio, per poter dare i biglietti a Bob (nel futuro), devo avere Bob già davanti a me (nel presente). Di conseguenza la frase in inglese viene tradotta così:

  • I’ll give the tickets to Bob when I see him.
  • When I see Bob, I’ll give him the tickets.

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Pubblicato da su 10 maggio 2016 in Appunti grammaticali, syntax, use of verbs, Verbi

 

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Just another blog post

just-me

Just ~ l’aggettivo / Just ~ l’avverbio

Hai mai notato con quale frequenza la parola just si fa sentire nell’inglese parlato? In effetti è una parola con diversi significati e tanti usi idiomatici i quali tendono a complicare un po’ l’apprendimento. Tuttavia una guida semplice si può stilare, illustrando i significati principali e limitando gli usi idiomatici a quelli più comuni e utili. Vediamo nel dettaglio.


Just ~ l’aggettivo

Comincio con l’aggettivo just perché è semplice e non molto usato nella lingua parlata quotidiana:

  • just = giusto, onesto, imparziale, corretto, leggittimo

Come si vede, le sfumature di significato sono diverse anche se il campo è, effettivamente, uno solo.

Vediamo degli esempi pratici:

  • The locals are fighting for a just cause.
  • La gente del posto sta lottando per una giusta causa.
  • The mayor at that time was a just man.
  • Il sindaco in quel periodo era un uomo onesto.
  • I think it was a just decision.
  • Credo che è stata una decisione imparziale.
  • The manager always used just measures with his workers.
  • Il dirigente usava sempre delle misure corrette con i suoi dipendenti.
  • She has a just reason to ask for a refund.
  • Ha un motivo leggittimo per chiedere un rimborso.

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Pubblicato da su 18 febbraio 2016 in Appunti grammaticali, Lessico, syntax, words-in-action

 

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There’s a starman waiting in the sky

 starmanUn ulteriore uso interessante del gerundio in inglese.

Una delle cose più belle di scrivere un blog invece di un libro di grammatica è che mi trovo libero di parlare di qualsiasi aspetto della lingua inglese in qualsiasi momento senza essere legato necessariamente a date di pubblicazione o a fornire tutte quelle regole canoniche che sono la norma quando si tratta della carta stampata. Posso, dunque, prendere spunto liberamente dalla scomparsa di un idolo della mia gioventù per parlare di un ulteriore utilizzo interessante del gerundio in inglese. Non si tratta di una regola di per sé, forse l’articolo non sarà neanche esauriente, ma credo che sia comunque interessante e potrebbe tornarvi utile ogni tanto.

Prendo spunto, dunque, da una delle battute più conosciute di David Bowie e che dà il titolo a questo articolo: “There’s a starman waiting in the sky”. Come si traduce questa battuta in italiano? Penso così: “C’è un astronauta (uomo delle stelle) che aspetta nel cielo.” In italiano non possiamo tradurre quel gerundio inglese in un gerundio italiano; non funziona. Siamo costretti a creare una proposizione relativa e coniugare il secondo verbo in maniera appropriata. Questo è l’argomento che mi è sembrato interessante. Nel caso specifico potremo anche esprimerci diversamente, in inglese, con un semplicissimo present continuous: “A starman is waiting in the sky”, ma molto spesso preferiamo usare questa formula con there is o there are. Attenzione però: questo uso del gerundio è solo possibile in certi casi e quindi dobbiamo scoprire quali.


There is / there are

  • There’s a big black spider climbing up your leg.
  • C’è un grande ragno nero che sta salendo sulla tua gamba.
  • There are two students smoking in the corridor.
  • Ci sono due studenti che fumano nel corridoio.
  • Was there anybody living in the house when the roof collapsed?
  • C’era qualcuno che abitava nella casa quando è crollato il tetto?

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Pubblicato da su 22 gennaio 2016 in Appunti grammaticali, syntax, use of verbs, Verbi

 

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The Big One

one-ones

one / ones: impersonal / indefinite pronouns

Oltre ad essere un semplice sostantivo numerico (Bob can already count from one to ten), oppure un aggettivo numerico (Bob’s only got one bedroom), one funge spesso in inglese come pronome impersonale, cioè pronome indefinito e senza genere. In questa veste credo che sia utile spendere qualche minuto di riflessione in quanto il suo uso è abbastanza diffuso nella lingua parlata ed è spesso causa di difficoltà.

Prima di tutto, togliamo di mezzo un uso di one che non è più tipico della lingua parlata quotidiana ma che bisogna saper riconoscere: il pronome one usato come un soggetto indefinito che serve per rappresentare chiunque. Questo uso è stato in gran parte sostituito nel linguaggio di ogni giorno con il pronome you (generico) e oggi la formula con il pronome one ha un suono alquanto ampolloso:

  • One doesn’t have to pay just to look around.
  • (You don’t have to pay just to look around.)
  • Non si deve pagare solo per guardare attorno.
  • I don’t think one can go in there.
  • (I don’t think you can go in there.)
  • Non credo che si può entrare lì dentro.
  • One would expect to find a bathroom here somewhere.
  • (You would expect to find a bathroom here somewhere.)
  • Uno si aspetterebbe di trovare un bagno qui da qualche parte.
  • One shouldn’t speak with one’s mouth full.
  • (You shouldn’t speak with your mouth full.)
  • Non si dovrebbe parlare con la bocca piena.

N.B. In quest’ultimo esempio si vede anche la forma possessiva one’s.

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Pubblicato da su 12 novembre 2015 in Appunti grammaticali, pronouns, syntax

 

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