Picture description

Spesso capita che ci troviamo a volere o a dovere descrivere il contenuto di un quadro, una foto, un’immagine qualsiasi. In questo caso è fondamentale sapere indicare a quale parte dell’immagine ti riferisci. L’immagine in alto illustra le espressioni più tipiche che vengono utilizzate per dare queste indicazioni e per portare avanti questo tipo di descrizione.

Vediamo dal punto di vista sintattico le tre formule più tipiche che vengono utilizzate.


  • In the top left-hand corner (of the picture)…
    …a polar bear is eating a fish.
    …there is a polar bear (that is) eating a fish.
    …we can see a polar bear (that is) eating a fish.

Nell’angolo in alta a sinistra un orso polare sta mangiando un pesce.

  • In the bottom left-hand corner (of the picture)…
    …two lions are hoping for a tasty meal.
    …there are two lions (that are) hoping for a tasty meal.
    …we can see two lions (that are) hoping for a tasty meal.

Nell’angolo in basso a sinistra due leoni stanno sperando in un pasto saporito.

  • In the foreground (of the picture)…
    …a boy is frightening a girl with a toy snake.
    …there is a boy (who is) frightening a girl with a toy snake.
    …we can see a boy (who is) frightening a girl with a toy snake.

Nel primo piano un ragazzo sta spaventando una ragazza con un serpente giocattolo.

  • In the middle (of the picture)…
    …a park attendant is feeding a seal.
    …there is a park attendant (who is) feeding a seal.
    …we can see a park attendant (who is) feeding a seal.

Al centro un assistente del parco sta dando da mangiare ad una foca.

  • In the background (of the picture)…
    …some snakes are escaping from the reptile house.
    …there are some snakes (that are) escaping from the reptile house.
    …we can see some snakes (that are) escaping from the reptile house.

Nello sfondo alcuni serpenti stanno scappando dalla casa dei rettili.

  • On the right-hand side (of the picture)…
    …some monkeys are playing on an island.
    …there are some monkeys (that are) playing on an island.
    …we can see some monkeys (that are) playing on an island.

Nella parte a destra alcune scimmie stanno giocando su un’isola.

N.B. Chiaramente queste espressioni sono solamente delle indicazioni orientative e alcune si sovvrappongono in parte tra di loro. La scelta dell’espressione più adatta dipenderà sempre dalla composizione dell’immagine e da quanto si vuole essere precisi con la propria descrizione.


L’immagine è scaricabile in formato pdf QUI.


Across vs. Through

~ l’uso di across e through come avverbi di movimento ~

Si tratta di due avverbi (ma sono anche preposizioni) che riescono spesso a mettere in difficoltà chi studia l’inglese come seconda lingua. Il problema, piuttosto comune, è sapere con quale criteri scegliere l’uno o l’altro. Bene, in effetti ci sono due criteri fondamentali, uno abbastanza oggettivo e l’altro un po’ più soggettivo.

In entrambi i casi si tratta di attraversare da una parte all’altra qualcosa, che sia una stanza, una strada, un parco, un ponte, una galleria o altro. Quello che è importante è capire come si fa questo attraversamento.


Across
Si usa l’avverbio across con riferimento ad un’area essenzialmente bidimensionale. Chi effettua il movimento lo fa passando sulla superficie dell’area in questione. Questo criterio è abbastanza obbiettivo ma non è sempre conclusivo come vedremo. Esaminiamo alcuni esempi palesi di questo uso:

  • Bob walked across the road and went into the supermarket.
  • Bob attraversò la strada ed entrò nel supermercato.
  • A mouse ran across the table and jumped onto the floor.
  • Un topolino corse attraverso il tavolo e saltò a terra.
  • We strolled across the lawn and sat down under the tree.
  • Abbiamo passeggiato attraverso il prato e ci siamo seduti sotto l’albero.

La bidimensionalità del manto di una strada, del piano di un tavolo e della superficie di un prato è piuttosto evidente e chiaramente per andare da una parte all’altra si passa sulla superficie dell’area in questione.


Through
Si usa l’avverbio through con riferimento ad un’area essenzialmente tridimensionale. Chi effettua il movimento lo fa entrando dentro l’area in questione e uscendo fuori dall’altra parte. Anche in questo caso il criterio è abbastanza obbiettivo ma non sempre conclusivo. Esaminiamo alcuni esempi palesi anche di questo uso:

  • We had to drive through a really long tunnel on our way to Taormina.
  • Abbiamo dovuto passare attraverso una galleria lunghissima sulla strada per Taormina.
  • The thieves got in through a hole in the wall.
  • I ladri sono entrati attraverso un buco nel muro.
  • We walked through the forest until we came to a river.
  • Abbiamo camminato attraverso la foresta finché non siamo arrivati ad un fiume.

La tridimensionalità di una galleria, di un buco dentro un muro e di una foresta è piuttosto evidente e chiaramente bisogna entrare da una parte e uscire dall’altra.


Across oppure through?
Il problema nasce quando la distinzione tra bidimensionalità e tridimensionalità è meno marcata o addirittura soggettiva. In questo caso la scelta diventa più libera e dipende maggiormente dall’enfasi che vogliamo mettere o non mettere su ciò che ci circonda durante l’attraversamento.

Se ci interessa esclusivamente il raggiungimento dell’altra parte, probabilmente sceglieremo across. Se invece ci interessa ciò che troviamo attorno a noi mentre compiamo l’attraversamento e vogliamo immergerci in questo ambiente per poi uscirne di nuovo, useremo through. Vediamo qualche esempio che si presta ad entrambi le possibilità:

  • We jumped over the gate and walked across the field to the bus stop.
  • Abbiamo scavalcato il cancello e attraversato il campo verso la fermata dell’ autobus.
  • You’re not allowed to walk through this field.
  • Non è permesso attraversare questo campo a piedi.

Nel primo esempio l’attraversamento del campo serve solamente per raggiungere la fermata dell’autobus. Nel secondo esempio l’enfasi è più sul divieto di entrare nel campo come ambiente e usarlo per arrivare dall’altra parte.

  • The boys ran across the garden and dived into the lake.
  • I ragazzi corsero attraverso il giardino e si tuffarono nel lago.
  • I love wandering through the garden as the sun goes down.
  • Adoro passeggiare attraverso il giardino mentre il sole tramonta.

Il ragionamento è lo stesso. Nel primo esempio il giardino è soltanto un’area che va attraversata per raggiungere il lago. Nel secondo esempio il giardino viene vissuto come un ambiente nel quale immergersi, possibilmente neanche attraversandolo del tutto.

  • You have to drive right across the town to get to the new restaurant.
  • Devi attraversare tutta la città per raggiungere il nuovo ristorante.
  • Driving through the town at rush hour is a nightmare.
  • Attraversare la città all’ora di punta è un incubo.

Anche qui nel primo esempio ci interessa l’attraversamento della città solamente come percorso obbligato per raggiungere il ristorante. Nel secondo esempio c’è più enfasi sul senso di essere immerso nel traffico durante l’attraversamento.

Dangling prepositions

In inglese si chiamano in diversi modi, ma dangling prepositions è il nome che mi piace di più: preposizioni penzolanti. Cosa sono? Sono quelle preposizioni che si trovano fuori posto, quasi sempre penzolanti alla fine di una frase (da qui il nome). Come arrivano così fuori posto? Beh, è semplicemente il risultato di una manovra sintattica del tutto impensabile in italiano ma abbastanza comune in inglese. Vediamo da vicino cosa succede esattamente e le tre circostanze nelle quali questa manovra può avvenire.


Domande aperte

Le domande aperte sono quelle domande che cercano specifiche informazioni e che cominciano con un pronome interrogativo – who, what, where ecc. A volte questo pronome interrogativo può fungere come complemento del verbo ed è in questi casi che avviene la manovra sintattica in inglese. Partiamo da un esempio in italiano:

  • Per chi lavora Bob?

Chi fa la domanda sa che Bob lavora per qualcuno ma non sa per chi lavora. Di fatto, per chi è l’informazione richiesta dalla domanda. La costruzione più naturale è quella italiana qui sopra, ed è anche quella che regnava una volta nell’inglese più formale:

  • For whom (forma accusativa) does Bob work?

Se fosse rimasto così, sarebbe tutto molto semplice, ma nel tempo l’inglese ha trovato più comodo spostare quella preposizione dall’inizio della domanda e attaccarla al suo verbo di riferimento. Così facendo la preposizione va a finire alla fine della frase senza un evidente punto di riferimento, penzolante si potrebbe dire:

  • Who does Bob work for? (non serve più la forma accusativa “whom”)

Vediamo alcuni altri esempi semplici:

  • Di cosa stanno parlando?
  • What are they talking about?
  • Da dove viene questo formaggio?
  • Where does this cheese come from?
  • A chi l’hai dato?
  • Who did you give it to?

N.B. a volte la preposizione non corrisponde in inglese!

  • A cosa pensavi?
  • What were you thinking about ?
  • Da cosa dipende?
  • What does it depend on?

N.B. in italiano a volte la preposizione non c’è proprio!

  • Chi state aspettando? (in inglese sarebbe: “per chi…”)
  • Who are you waiting for?
  • Cosa guardi? (in inglese sarebbe: “a cosa…”)
  • What are you looking at?
  • Quale album ascoltavi? (in inglese sarebbe: “a quale album…”)
  • Which album were you listening to?

N.B. funziona anche con le domande indirette:

  • Non riesco a capire da dove viene il rumore.
  • I can’t understand where the noise is coming from.
  • Dovrebbero sapere per cosa combattono.
  • They ought to know what they’re fighting for.
  • Riesci a vedere con chi stanno parlando?
  • Can you see who they are talking to?

Proposizioni relative

Per chi se ne intende, si tratta di proposizioni relative esplicite ovvero proposizioni relative che contengono un verbo coniugato regolarmente. Per rientrare in questo argomento la proposizione relativa dev’essere introdotta da un pronome relativo indiretto (preposizione + pronome relativo). Ecco di cosa stiamo parlando:

Maschile (sing.)Femminile (sing.)Maschile (plur.)Femminile (plur.)
al qualealla qualeai qualialle quali
del qualedella qualedei qualidelle quali
dal qualedalla qualedai qualidalle quali
nel qualenella qualenei qualinelle quali
con il qualecon la qualecon i qualicon le quali
sul qualesulla qualesui qualisulle quali
per il qualeper la qualeper i qualiper le quali

In questo caso il risultato della manovra sintattica è ancora più strana perché oltre a spostare la preposizione oltre il verbo, molto spesso (per non dire sempre) omettiamo anche il pronome relativo, normalmente ‘that’ in questo tipo di contesto. Il risultato è una frase che, finché uno non ci si abitua, si presenta all’occhio/orecchio italiano in modo apparentemente sgrammaticato. Vediamo alcuni esempi tipici di questa formula partendo sempre dall’italiano:

  • Quello è l’uomo al quale ho dato i nostri biglietti.
  • That’s the man (that) I gave our tickets to.
  • Questo è il pub del quale ti parlavo.
  • This is the pub (that) I was talking to you about.
  • Dicono che è una prigione dalla quale è impossibile evadere.
  • They say it’s a prison (that) it’s impossible to escape from.
  • Quella è l’acqua nella quale ho lavato le tue calze.
  • That’s the water (that) I washed your socks in.
  • Bob e Lucy sono gli amici con i quali siamo andati in vacanza l’anno scorso.
  • Bob and Lucy are the friends (that) we went on holiday with last year.
  • Alan è il tipo di uomo sul quale puoi sempre contare.
  • Alan is the kind of guy (that) you can always count on.
  • Dunlop è un’azienda per la quale mi piacerebbe lavorare.
  • Dunlop is a company (that) I would like to work for.

Passivi preposizionali

Come già spiegato QUI, per convertire una frase attiva in una frase passiva bisogna prendere il complemento oggetto della frase attiva e trasformarlo in soggetto della frase passiva, come si fa d’altronde anche in italiano. Però, quando il complemento oggetto della frase attiva è legato al verbo da una preposizione, ovviamente questo legame si spezza e, ancora una volta, ci ritroviamo con una preposizione penzolante. Si tratta di una formula che non si usa in italiano e per questo gli esempi che seguono partono da una frase attiva in italiano, poi fanno vedere l’equivalente sempre attiva in inglese e infine fanno vedere la forma passiva con la preposizione penzolante:

  • Qualcuno aveva sicuramente dormito nel letto.
  • Someone had definitely slept in the bed.
  • The bed had definitely been slept in.
  • Abbiamo già scritto ai nostri soci.
  • We’ve already written to our members.
  • Our members have already been written to.
  • Nella mia famiglia non si parla mai di queste cose.
  • In my family we never talk about these things.
  • In my family these things are never talked about.
  • Possiamo fidarci di questo resoconto?
  • Can we rely on this report?
  • Can this report be relied on?
  • Sapevamo che potevamo contare sul suo sostegno.
  • We knew we could count on his support.
  • We knew his support could be counted on.

Ingliando Voluntary Contributions

Contributo volontario ai servizi di istruzione di Ingliando.

€5.00


It’s all about you

Mi è saltata all’occhio l’altro giorno l’espressione all about e mi è sembrata degna di un piccolo appunto qui su Ingliando. Sicuramente alcuni di voi ricorderete la canzone del 2014 All about that bass di Meghan Trainor che ha reso questa espressione popolare per la prima volta, forse, in Italia.

Cosa vuole dire esattamente to be all about someone or something? In effetti è un neologismo che si utilizza quando si è focalizzati fortemente su qualcuno o qualcosa, o quando si è molto appassionati di qualcuno o qualcosa. Quindi nel caso del brano, la cantante racconta che è tutta incentrata su “quel basso” (il brano si schiera contro la moda della magrezza femminile utilizzando “quel basso” come metafora per le forme femminili più generose).

Ma come si usa questa espressione? In effetti si usa principalmente in uno di due modi, o per parlare dell’ossessione di una persona o per parlare del contenuto di qualcosa: un libro, un film, una conferenza, un articolo di giornale, una riunione o qualcosa di simile.

Vediamo qualche esempio del primo tipo:

  • Bob is all about rugby these days.
  • Bob è fissato col rugby di questi tempi.
  • Kate is all about family values.
  • Kate è tutta incentrata sui valori della famiglia.
  • The group is all about saving the planet.
  • Il gruppo è dedito a salvare il pianeta.

E qualche esempio del secondo tipo:

  • His first book was all about his travels in the Far East.
  • Il suo primo libro parlava esclusivamente dei suoi viaggi nell’oriente.
  • The conference is all about energy saving methods.
  • La conferenza tratta i metodi di risparmio energetico.
  • Yesterday’s meeting was all about the recent financial crisis.
  • L’incontro di ieri era incentrato sulla recente crisi finanziaria.

L’espressione all about non si abbina esclusivamente al verbo to be, però. La possiamo trovare in alcune altre interessanti collocazioni.

Vediamo alcuni esempi tipici:

  • Neil knows all about handling snakes.
  • Neil sa bene come gestire i serpenti.
  • I’ve heard all about your exploits in Scotland.
  • Ho sentito tutto sulle tue imprese in Scozia.
  • Lucy had forgotten all about her dental appointment that day.
  • Lucy aveva dimenticato completamente il suo appuntamento dal dentista quel giorno.
  • I’ll tell you all about the party when I see you.
  • Ti racconterò tutto della festa quando ti vedrò.
  • I read all about the explosion in the newspaper this morning.
  • Ho letto tutto sull’esplosione nel giornale.
  • He wrote all about his love affair in a long letter to his brother.
  • Scrisse tutto sulla sua storia d’amore in una lunga lettera a suo fratello.

Well, it’s all about you now!


Verb and Preposition Collocations

Tra gli elementi che riescono maggiormente a sfuggire a quasi ogni forma di controllo da parte dei cultori della materia linguistica ci sono le preposizioni. Ogni lingua ha le sue e le usa secondo i propri criteri e senza seguire necessariamente un’apparente logica. Naturalmente questo ne rende l’apprendimento particolarmente ostico. L’unico modo di affrontare questa difficoltà serenamente è quello di viverla come un lungo ed inesorabile processo di assimilazione nel tempo.

Purché questo avvenga, però, bisogna esporsi continuamente al problema.

Lo scopo della nuova rubrica “Verb and Preposition Collocations” è quello di presentare le più comuni combinazioni tra verbo e preposizione nella lingua inglese con un esempio pratico di ognuno di esse. Non bisogna provare a memorizzare il tutto ma semplicemente familiarizzare con queste espressioni più comuni attraverso una lettura lenta e attenta, possibilmente ripetuta nel tempo. Volendo si può anche provare, nei commenti sul sito, a formulare qualche propria frase utilizzando le espressioni proposte.

La rubrica “Verb and Preposition Collocations” si trova QUI.

Buon lavoro!


Watch out for articulated prepositions!

al, dal, nel, del ecc.

Questo è un piccolo appunto sopratutto per il livello elementary ma sempre utile da tenere presente ad ogni livello di apprendimento. La preposizione articolata – questa comodissima fusione tra preposizione e articolo determinativo così diffusa nella lingua italiana – non esiste in inglese!

Perché questo è importante?

Perché quando si è alle prime armi e tutta la propria produzione in inglese avviene attraverso la traduzione dall’italiano, la preposizione articolata si diverte a farci lo sgambetto. Si presenta come un’unica parola che sa molto più di preposizione che di articolo e di conseguenza si rischia di tradurre la preposizione e poi passare avanti, dimenticando che nascosto nella coda c’era anche l’articolo determinativo!


  • Bob e Jane stanno andando al cinema.
  • Bob and Jane are going to the cinema.
  • Lucy ha portato i bambini allo stadio ieri.
  • Lucy took the children to the stadium yesterday.
  • Cinque persone sono venute alla riunione.
  • Five people came to the meeting.

  • Tom colse una mela dall‘albero.
  • Tom picked an apple from the tree.
  • Ho ricevuto una lettera dalla banca stamattina.
  • I got a letter from the bank this morning.
  • Claire viene dal nord d’Inghilterra.
  • Claire comes from the north of England.

  • Credo che Neil sia nel bagno.
  • I think Neil’s in the bathroom.
  • I documenti non erano tutti nello stesso posto.
  • The papers weren’t all in the same place.
  • Ho messo le chiavi nella scatola vicino alla finestra.
  • I put the keys in the box near the window.

  • La fine del mondo è vicina.
  • The end of the world is near.
  • Ann è arrivata nel mezzo della notte.
  • Ann arrived in the middle of the night.
  • Qual è il nome dello strumento che stai suonando?
  • What’s the name of the instrument you’re playing?

  • Il libro era ancora sulla mensola.
  • The book was still on the shelf.
  • Jane era seduta sul muro.
  • Jane was sitting on the wall.
  • Il gabbiano atterrò sullo scoglio.
  • The seagull landed on the rock.

N.B. Questi sono degli esempi semplici ma illustrano bene il punto. È chiaro che in inglese non sempre c’è l’articolo determinativo quando c’è in italiano, e vice versa. È altrettanto vero che la preposizione in inglese non sempre corrisponde a quella italiana. Ma questi sono problemi successivi.


The end

~ in the end vs. at the end ~

Credo che una piccola delucidazione possa essere utile qui, visto con quale frequenza si sbaglia l’uso di queste due espressioni. In realtà, la differenza è abbastanza netta, ma bisogna vedere se nel brio del momento del parlare si riesce a ricordarla!

Il problema nasce, come spesso accade, dal fatto che in italiano si usa la stessa espressione per tradurre sia l’una che l’altra, cioè “alla fine“. Allora, per sapere quale delle due espressioni inglesi bisogna usare, è necessario capire che tipo di “alla fine” si vuole esprimere. Ce ne sono due tipi e questi, in inglese, si rendono con in the end e at the end.


In the end

In the end è un’espressione avverbiale molto simile a finally. Si usa normalmente per riferirsi ad una conclusione raggiunta dopo un lungo processo, dopo diversi cambiamenti di rotta, o dopo parecchia discussione.

  • The discussione went on for hours, but in the end everyone agreed except Tom.
  • La discusssione andò avanti per ore ma alla fine erano tutti d’accordo tranne Tom.
  • Then, in the end, we bought the smaller house with the better view.
  • Poi, alla fine, abbiamo comprato la casa più piccola con la vista migliore.
  • We thought about Spain and Greece, but we decided on Italy in the end.
  • Abbiamo pensato alla Spagna e alla Grecia, ma alla fine abbiamo deciso per l’Italia.
  • Everybody brought something and in the end there was too much to eat.
  • Tutti hanno portato qualcosa e alla fine c’era troppo da mangiare.
  • In the end, we all went in Bob’s old minibus.
  • Alla fine siamo andati tutti nel vecchio minibus di Bob.

At the end

At the end è un’espressione preposizionale che viene seguita dalla preposizione of e un sostantivo. Serve per individuare il preciso punto (o momento) che demarca la fine di un oggetto fisico, di un periodo di tempo, di un evento o, meno comunamente, di qualcosa di più astratto come la pazienza. Ciò che lo distingue da in the end è proprio questo riferimento, esplicito o implicito, ad un sostantivo.

  • Bob’s house was right at the end of the street.
  • La casa di Bob era proprio alla fine della strada.
  • At the end of this job I’m expecting a bonus.
  • Alla fine di questo lavoro mi aspetto un bonus.
  • It’s a steep climb but there’s a great view at the end. (sottinteso “of the climb“)
  • È una salita ripida ma c’è un panorama favoloso alla fine.
  • I’ll give it back to you at the end of the week.
  • Te lo restituirò alla fine della settimana.
  • The applause at the end of the concert was deafening.
  • Gli applausi alla fine del concerto erano assordanti.
  • Lucy was already at the end of her patience.
  • Lucy era già alla fine della sua pazienza.
  • The book is boring  but it’s got a good twist at the end. (sottinteso “of the book“)
  • Il libro è noioso ma c’è un bel colpo di scena alla fine.

He fell off his motorbike

Prepositions: from vs. off

Non ho trovato molto né nei miei libri né online su questo argomento ma ho visto negli anni che spesso è una piccola fonte di perplessità. Questo sarà probabilmente dovuto al fatto che a volte si possono usare sia l’una che l’altra preposizione più o meno indifferentemente, mentre altre volte solo una delle due è corretta. Ho cercato, dunque, di analizzare la differenza tra le due preposizioni e sono arrivato a questa conclusione sintetica:

from = provenienza
off = distacco

Chiaramente, quando si parla di provenienza o di distacco si è effettivamente nello stesso campo, ma a volte una differenza c’è, anche se spesso si tratta solamente di enfasi.


FROM
Usiamo from come preposizione per indicare qualcosa che si allontana da un punto di partenza, facendo un semplice riferimento al punto di partenza, o meglio la provenienza che può essere sia spaziale che temporale. Spesso troviamo anche la preposizione to per indicare il punto di arrivo:

  • The smell was coming from the kitchen.
  • L’odore veniva dalla cucina.
  • They walked from London to Brighton.
  • Andarono a piedi da Londra a Brighton
  • The letter was from her grandfather.
  • La lettera era (veniva) da suo nonno.
  • Tom works from 9.00 to 5.00.
  • Tom lavora dalle 9.00 alle 5.00
  • Sonja comes from Croatia.
  • Sonja viene dalla Croazia.
  • The shop is open from Monday to Friday.
  • Il negozio è aperto da lunedì a venerdì.
  • From Russia with love
  • Dalla Russia con amore.
  • She read it from the beginning to the end.
  • L’ha letto dall’inizio fino alla fine.

OFF
Usiamo off come preposizione per indicare qualcosa che si è staccato da un punto di partenza. L’idea di distacco può essere più o meno evidente. Infatti è proprio questo concetto di distacco che contraddistingue l’uso di off. Per capirlo bene dobbiamo tenere presente che in questi casi off è l’opposto di on e poichè qualcosa può staccarsi con off, dev’essere stato precedentemente on (attaccato, appoggiato). Vediamo un verbo comune usato con off:

  • This button has come off my jacket.
  • Questo bottone si è staccato dalla mia giacca.

È chiaro che la provenienza del bottone è la giacca e, in fatti, in italiano la preposizione è la solita da. Ma in inglese ciò che ci interessa di più è quel senso di distacco e quindi preferiamo la preposizione off. La preposizione from qui suonerebbe piuttosto male. (È da notare che prima di staccarsi, il bottone era on the jacket.)

Vediamo un altro esempio:

  • Take your feet off my desk.
  • Togli i piedi dalla mia scrivania.

Anche qui la provenienza è evidente ma di nuovo è quel senso di distacco che serve e che si rende con la preposizione off. Qui si potrebbe usare from ma suonerebbe un po’ all’antica e sicuramente non darebbe lo stesso senso di distacco. (Anche qui è da notare che prima di essere tolti, i piedi erano on la scrivania.)

E un altro ancora:

  • He peeled the protective cover off the screen.
  • Tolse il rivestimento protettivo dallo schermo.

Lo stesso ragionamento di prima.


Adesso vediamo qualche esempio dove la scelta tra off e from è più personale e dove entrambe le preposizioni possono stare bene:

  • The boy jumped from the clifftop.
  • The boy jumped off the clifftop.
  • Il ragazzo saltò dalla cima della scogliera.

Se vuoi indicare la cima della scogliera soltanto come punto di provenienza, allora from va benissimo, ma se vuoi aggiungere quel senso di distacco, off è senza dubbio la scelta migliore.

Vediamo un altro esempio:

  • Tom fell from his motorbike.
  • Tom fell off his motorbike.
  • Tom è caduto dalla moto.

Lo stesso ragionamento di prima.


Adesso vediamo questi ultimi due verbi in contesti diversi dove non c’è la contrapposizione tra off e on e dove, di conseguenza, bisogna necessariamente usare la preposizione from:

  • The boy jumped from a great height.
  • Il ragazzo saltò da una grande altezza.

In questo caso, alla partenza, il ragazzo non era “on a great height” e di conseguenza non possiamo contrapporre la preposizione off.

Vediamo un altro esempio:

  • Tom fell from a window on the third floor.
  • Tom cadde da una finestra al terzo piano.

Anche qui, alla partenza, Tom non era “on a window”.


È da notare che gli esempi qui sopra non sono phrasal verbs dove il verbo e la preposizione fanno un’unità nuova e distinta con un significato nuovo e unico. Sono semplicemente accostamenti tra un verbo comune e le preposizioni from e off.

Ciò detto, ci sono anche numerosi veri phrasal verbs che fanno uso della preposizione off proprio per dare quello stesso senso di stacco di cui abbiamo parlato. Vediamo alcuni esempi:

  • to take off = togliere (staccarsi di dosso)
  • Bob took his jacket off.
  • Bob si tolse la giacca.
  • to take off = decollare (staccarsi da terra)
  • The plane took off an hour late.
  • L’aereo decollò con un’ora di ritardo.
  • to switch off = spegnere (staccare il corrente)
  • Bob switched the light off and went to bed.
  • Bob spense la luce e andò a letto.
  • to get off = scendere (staccarsi dal mezzo)
  • Clare got off the bus at the next stop.
  • Clare scese dall’autobus alla prossima fermata.

N.B. Chiaramente, proprio per la natura stessa dei phrasal verbs, ce ne sono anche numerosi che usano la preposizione off senza che ci sia nessun senso di stacco!


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