Do you like “to like”?

Un verbo usatissimo che a volte crea qualche problema è il verbo to like. Questo problema nasce fondamentalmente nella traduzione in quanto si traduce con il verbo italiano piacere che fa un ottimo lavoro come traduzione ma non rispecchia le caratteristiche grammaticali del verbo to like in inglese. Il verbo italiano piacere è intransitivo e ha la caratteristica che la cosa che piace è il soggetto della frase e la persone a cui piace è il complemento. Il verbo inglese to like invece è transitivo e ha come soggetto la persona a cui piace la cosa e come complemento la cosa che piace: esattamente l’opposto!

  • Mi piace il cioccolato. ~ I like chocolate.
  • Non gli piacciono le scarpe nuove di Anne. ~ He doesn’t like Anne’s new shoes.

È ancora più problematico quando si tratta di solo pronomi:

  • Ti piaccio? ~ Do you like me?
  • Lui le piace? ~ Does she like him?

Cerchiamo di evitare il problema con questo trucco:

Tradurre con piacere ma costruire come amare:

  • Mi piace il cioccolato. ➙ Io amo il cioccolato. ➙ I like chocolate.
  • Non gli piacciono le scarpe nuove di Anne. ➙ Lui non ama le scarpe nuove di Anne. ➙ He doesn’t like Anne’s new shoes.
  • Ti piaccio ➙ Tu ami me? ➙ Do you like me?
  • Lui le piace ➙ Lei ama lui? ➙ Does she like him?

Dunque, risolto questo piccolo problema, passiamo al problema di to like quando è abbinato ad un altro verbo. In questo caso il verbo to like può essere seguito o da un gerundio o da un infinito. A volte c’è effettivamente poca differenza e si può scegliere liberamente, ma in realtà una differenza esiste:

To like seguito da un gerundio in inglese esprime molto meglio l’abbinamento tra il piacere e la pratica; l’abitudine:

  • I like swimming in the summer. ~ Mi piace nuotare in estate (e lo faccio regolarmente).
  • I like to swim in the summer. ~ Mi piace nuotare in estate (mi piace e capita che lo faccio qualche volta).

La differenza è sottile, è vero, e spesso di poco rilevanza, ma quando si usa to like per parlare dei propri passatempi e abitudini (cosa che capita spesso) è sicuramente meglio utilizzare il gerundio piuttosto che l’infinito.

Attenzione però: in inglese si può usare il verbo to like anche per una cosa che non piace necessariamente e che è più un dovere che un piacere. In questo caso utilizziamo l’infinito sempre:

  • I like to go to the dentist twice a year. ~ Mi piace (lo ritengo sensato) andare dal dentista due volte al anno.
  • She likes to help us when she can. ~ A lei piace (lo ritiene giusto) aiutarci quando può.

Esistono anche le espressioni to be like (carattere) e to look like (somiglianza fisica):

  • He is like his brother. ~ Lui è come suo fratello (ha lo stesso carattere).
  • He looks like his brother. ~ Lui assomiglia suo fratello (fisicamente).

Distinguiamo dunque:

What is he like? ~ Che carattere ha? (In effetti la domanda è un po’ ambiguo in quanto si potrebbe rispondere anche in termini di aspetto fisico).

  • He’s quite nice but very quiet. ~ È abbastanza simpatico ma è molto silenzioso.

What does he look like? ~ Che aspetto ha? (Questa domanda si riferisce esclusivamente al aspetto fisico).

  • He’s tall and slim with long hair and glasses. ~ È alto e snello con i capelli lunghi e porta gli occhiali.

To walk, to drive, to fly…

To walk, to drive e to fly sono tre verbi comuni in inglese
con un significato “secondario” molto utile.

Normalmente si pensa a questi verbi così:

  • to walk = camminare, passeggiare
  • to drive = guidare (macchina, moto, camion ecc)
  • to fly = volare, guidare un aereo

Da questi significati nascono esempi come questi:

  • Tom’s baby brother is learning to walk.
  • Il fratellino di Tom sta imparando a camminare.
  • Jane often walks in the park after lunch.
  • Spesso Jane passeggia nel parco dopo pranzo.
  • Can you drive?
  • Sai guidare?
  • He can’t drive a lorry.
  • Non sa guidare un camion.
  • Penguins can’t fly.
  • I pinguini non sanno volare.
  • Mike can fly a helicopter.
  • Mike sa guidare un elicottero.

Ma questi tre verbi hanno anche questo significato:

  • to walk = andare a piedi
  • to drive = andare in macchina
  • to fly = andare con l’aereo

Questo significa che una frase di tipo, “di solito vado al mare a piedi” si può rendere in inglese nel modo ‘classico’ (all’italiano):

  • I usually go to the sea on foot.

Ma si può rendere anche così:

  • I usually walk to the sea.

Chiaramente in questo secondo caso non si può tradurre la frase in italiano dicendo, “di solito cammino al mare“, perché avrebbe un altro significato!

La stessa cosa per “to drive” e “to fly”:

Vado al lavoro con la macchina:

  • I go to work by car.
  • I drive to work.

Di solito Bob va a Milano con l’aereo:

  • Bob usually goes to Milan by plane.
  • Bob usually flies to Milan.

Utile, no?


Is it Friday yet?

Diamo un’occhiata a tre avverbi che sono spesso causa di errori:

STILL  ~  YET  ~  ALREADY

 Pur avendo ognuno di questi tre avverbi un suo ruolo preciso,
ci sono delle zone di sovrapposizione tra loro che possono creare una certa confusione.

Vediamoli singolarmente.


STILL

Significa ancora oppure tuttora (a volte si traduce con lo stesso) e viene utilizzato per parlare del permanere di uno stato o la continuazione di un’azione. È utile pensarlo con l’idea di “continuare a…” (forse non quando si traduce con lo stesso però). Spesso viene insegnato solo nelle forme affermative e interrogative ma la forma negativa è ugualmente importante anche se meno utilizzata.

Farò diversi esempi per cercare di far vedere le varie sfumature possibili.

Affermativa (la posizione è prima del verbo principale ma dopo il verbo essere)

  • I’m still hungry.
  • Ho ancora fame (continuo ad avere fame).
  • He still loves her.
  • La ama ancora (continua ad amarla).
  • Bob is still working in Saudi Arabia.
  • Bob lavora ancora nell’Arabia Saudita (Bob continua a lavorare).
  • It was still raining when we woke up.
  • Pioveva ancora quando ci siamo svegliati (continuava a piovere).
  • He was tired but he still listened carefully.
  • Era stanco ma ascoltò attentamente lo stesso.
  • It’s expensive but I’m still going to buy it.
  • È caro ma lo comprerò lo stesso.

Interrogativa  (la posizione è prima del verbo principale ma dopo il verbo essere)

  • Are you still angry?
  • Sei ancora arrabbiato? (continui ad essere arrabbiato?)
  • Do they still want to come with us?
  • Vogliono venire ancora con noi? (continuano a volere venire con noi?)
  • Are the children still sleeping?
  • I ragazzi dormono ancora? (i ragazzi continuano a dormire?)
  • Was she still waiting for him?
  • Lo aspettava ancora? (continuava ad aspettarlo?)
  • Did he still pay for everything?
  • Ha pagato tutto lo stesso?
  • Will you still love me tomorrow?
  • Mi amerai domani lo stesso?

Negativa (la posizione è prima del ausiliare)

N.B. l’utilizzo di still nella forma negativa è abbastanza enfatico e va accentuato.

  • He still isn’t interested in my proposal!
  • Continua a non interessarsi alla mia proposta.
  • still don’t understand you!
  • Continuo a non capirti.
  • You still aren’t listening to me!
  • Continui a non ascoltarmi.
  • You still haven’t answered my question!
  • Continui a non aver risposto alla mia domanda.

YET

Significa ancora oppure già e viene utilizzato per parlare della conclusione avvenuta o meno di uno stato o di un’azione. Si limita quasi esclusivamente alla frasi negative ed interrogative.

Negativa (la posizione è alla fine della frase)

  • Bob isn’t ready yet.
  • Bob non è ancora pronto.
  • The children aren’t 14 yet.
  • I ragazzi non hanno ancora 14 anni.
  • We don’t live here yet.
  • Non abitiamo qui ancora.
  • He doesn’t understand English yet.
  • Non capisce l’inglese ancora.
  • I haven’t met Sarah yet.
  • Non ho ancora conosciuto Sarah. (l’abbinamento con il passato prossimo è molto comune)
  • They haven’t had lunch yet.
  • Non hanno ancora pranzato.
  • I haven’t written to John yet.
  • Non ho ancora scritto a John.

Interrogativa (la posizione è alla fine della frase)

N.B. finché la domanda è affermativa va tradotta con già e non con ancora.

  • Are you hungry yet?
  • Hai già fame?
  • Is Bob here yet?
  • Bob è già qui?
  • Do you need my help yet?
  • Ti serve già il mio aiuto?
  • Do they want anything to drink yet?
  • Vogliono già qualcosa da bere?
  • Have you seen this film yet?
  • Hai già visto questo film? (l’abbinamento con il passato prossimo è molto comune)
  • Has he finished with the newspaper yet?
  • Ha già finito con il giornale?
  • Has she met your parents yet?
  • Ha già conosciuto i tuoi genitori?

Interrogativa negativa (la posizione è alla fine della frase)

N.B. quando la domanda è negativa la traduzione funziona nuovamente con ancora.

  • Aren’t you hungry yet?
  • Non hai ancora fame?
  • Isn’t Bob here yet?
  • Bob non è qui ancora?
  • Haven’t you seen this film yet?
  • Non hai ancora visto questo film?

ALREADY

Significa già e viene utilizzato per parlare della conclusione avvenuta di uno stato o di un’azione prima del previsto. Si limita principalmente alle frasi affermative e interrogative.

Affermativa  (la posizione è prima del verbo principale ma dopo il verbo essere)

  • Bob is already here.
  • Bob è già qui.
  • The water is already boiling.
  • L’acqua bolle già.
  • We’ve already had breakfast.
  • Abbiamo già fatto colazione. (l’abbinamento con il passato prossimo è molto comune)

Interrogativa  (la posizione è prima del verbo principale ma dopo il verbo essere)

  • Are the chairs already in the garden?
  • Le sedie sono già nel giardino?
  • Is Tom already watching the football?
  • Tom sta già guardando il calcio?
  • Have you already bought the tickets?
  • Hai già comprato i biglietti? (l’abbinamento con il passato prossimo è molto comune)

N.B. le domande con già si possono rendere in due modi:

  • Are you hungry yet? = L’arrivo della fame è avvenuto?
  • Are you already hungry? = La fame è arrivata prima del previsto?

La differenza di significato è davvero sottile e del tutto trascurabile.


N.B. la forma negativa con yet spesso si può contrapporre ad un’equivalente frase affermativa con still:

  • Haven’t they finished their lunch yet?
  • Are they still eating their lunch?
  • Hasn’t he left yet?
  • Is he still there?
  • Isn’t Jane ready yet?
  • Is Jane still getting ready?

Vedi anche still not vs. not yet


Where are you from?

Il titolo “Where are you from?” (e anche il suo cugino “Where do you come from?”) ormai è una frase conosciutissima anche per chi non ha mai studiato l’inglese. Ma un’analisi più attenta rivela l’utilizzo di una costruzione grammaticale piuttosto strana e cioè lo spostamento della preposizione dall’inizio alla fine della frase.

In italiano l’equivalente sarebbe: “Di dove sei?” oppure “Da dove vieni?”, due domande che iniziano regolarmente con la preposizione attaccata al pronome interrogativo all’inizio della frase. A dire il vero, anche in inglese fino a meno di cento anni fa, ai tempi di Winston Churchill e della seconda guerra mondiale, era considerato un errore grave finire una frase con una preposizione.

Ma ormai i tempi sono cambiati e l’usanza di spostare la preposizione alla fine della frase è considerata del tutto normale. Questo fenomeno si presenta più spesso di quanto si potrebbe pensare. Basti vedere alcuni esempi per rendersi conto di quanto è comune:


Per chi lavori? ~ Who do you work for?

Di cosa sta parlando? ~ What’s he talking about?

A chi hanno dato il premio? ~ Who did they give the prize to?

Continua a leggere…

Do you feel at home in this house?

Do you feel at home in this house?
Ti senti a casa (tua) in questa casa (che non è la tua)?

House oppure home? È una domanda piuttosto frequente, ed è del tutto comprensibile.

Non è sempre facile decidere tra le due parole ma una distinzione si può fare, sempre in termini generici e sempre lasciando il giusto spazio a quelle eccezioni che andranno poi a confermare la regola!

  • House si riferisce fondamentalmente ad un edificio come entità fisica.
  • Home si riferisce fondamentalmente ad un focolare domestico e quindi ad un’entità affettiva.

Di conseguenza nasce una serie di espressioni dove home tendenzialmente funziona bene purché la casa in questione viene visto, appunto, come focolare domestico della persona in questione. Di solito, ma non sempre, la casa in questione appartiene al soggetto della frase.


to be at home

  • Bob wasn’t at home when I called.
  • Bob non era a casa quando ho chiamato.

to stay at home

  • We’re staying at home this evening.
  • Stiamo a casa sta sera.

to go home

  • Jane went home straight after the meeting.
  • Jane è andata dritta a casa dopo la riunione.

to come home

  • Tom came home after work.
  • Tom è tornato a casa dopo il lavoro.
  • We didn’t get home until after midnight.
  • Non siamo arrivati a casa fino a dopo mezzanotte.

to feel at home

  • I really feel at home in my new flat.
  • Mi sento proprio a casa mia nel mio nuovo apartamento.

to make yourself at home (più idiomatico)

  • Please make yourself at home.
  • Accomodati prego (sentiti come se fossi a casa tua).

Di solito, se l’uso non rientra nella tipologia degli esempi qui sopra, è meglio utilizzare la parola house, o perché la casa non è del soggetto della frase o perché l’enfasi della frase è più sull’edificio:

  • We spent the evening at Bob’s house yesterday.
  • Abbiamo passato la serata a casa do Bob ieri.
  • Jane has got a lovely house in the south of France.
  • Jane ha una casa bella nel sud della Francia.
  • John’s house is next to the park.
  • La casa di John è accanto al parco.
  • Is this your house?
  • È questa la tua casa?
  • I’m going to buy a house next year.
  • Comprerò una casa l’anno prossimo.
  • Have you seen Tom’s new house?
  • Hai visto la casa nuova di Tom?

N.B.

Housework  =  faccende di casa (lavori casalinghi)
Homework  =  compiti per casa (esercizi scolastici)

Entrambe le parole sono NON-numerabili. Non prendono la “s” della forma plurale e non utilizzano il verbo al plurale:

  • Housework is always a problem for a woman who works.
  • Le faccende di casa sono sempre un problema per una donna che lavora.
  • John’s homework wasn’t easy yesterday.
  • I compiti di John non erano facili ieri.

Ingliando is absolutely fabulous!

very / really / incredibly / absolutely

Nella conversazione quotidiana abbiamo spesso la necessità o semplicemente il desiderio di esprimere in modo molto sentito il nostro parere riguardo ad una questione, e spesso questa capacità manca quando dobbiamo usare una lingua che non è la nostra. Vediamo allora come si fa in inglese per rendere più espressivo, più drammatico, più sentito, più colorito il proprio parere personale.

Partiamo da un osservazione importante: la lingua inglese non possiede il superlativo assoluto.

Non possiamo dire: “Questa casa è vecchissima!”

Non confondiamoci con il superlativo relativo: “the oldest”. Possiamo dire: “Questa casa è la più vecchia della strada” (this house is the oldest in the street) ma non è quello che vogliamo dire quando diciamo: “Questa casa è vecchissima!”

L’equivalente della parola “vecchissima” in inglese, teoricamente, sarebbe “very old”. Ma in realtà anche se ci da l’idea che la casa è davvero vecchia, “very old” non ha per niente la stessa carica espressiva di “vecchissima”.


E allora che si fa?

Vediamo di stabilire una scala crescente partendo da “very” e arrivando ad un’espressione che è effettivemente paragonabile come espressività al superlativo assoluto italiano:


LEVEL 1a

  • This house is very old.
  • This house is really old.

LEVEL 1b

  • This house is very very old.
  • This house is really really old
  • This house is really very old. (non si possono invertire “really” e “very”)

LEVEL 1c

  • This house is extremely old
  • This house is incredibly old.
  • This house is unbelievably old.

Con l’inserimento di “extremely” o di “incredibly” o di “unbelievably” siamo arrivati fin dove possiamo con l’aggettivo “old”. Bisogna dire che la frase è già molto espressiva (più si accentua l’avverbio, più diventa espressiva la frase.)

Esistono però anche degli aggettivi “estremi” che ci permettono di proseguire sulla scala dell’espressività. Nel caso di “old” abbiamo, per esempio, l’aggettivo estremo “ancient” (éingsciant). Questi aggettivi ci danno un secondo livello di espressività:


LEVEL 2a

  • This house is ancient.

E, dulcis in fundo, possiamo abbinare perfino un avverbio estremo: absolutely.


LEVEL 2b

  • This house is absolutely ancient.

(più si accentua la a e la u di “absolutely“, più diventa espressiva la frase.)


N.B.
Gli avverbi very, extremely, incredibly e unbelievably si usano perlopiù con gli aggettivi di base.
L’avverbio absolutely si usa solo con gli aggettivi “estremi”.
L’avverbio really si può usare con tutto.

Un’eccezione importante è l’aggettivo beautiful che funziona bene con tutto.


Vediamo adesso una selezione di utili aggettivi “normali” che hanno degli equivalenti “estremi”:

Angry ~ furious (fiurias)

Bad ~ terrible, awful (orful), horrible, horrendous

Big ~ huge (hiuj), enormous (inormas)

Clean ~ spotless

Cold ~ freezing

Content ~ delighted (dilaitid)

Dirty (suono molto chiuso come “first”) ~ filthy

Embarrassed ~ mortified (mortifaid)

Frightened ~ terrified (terifaid), petrified (petrifaid)

Funny ~ hilarious (hilerias)

Good ~ wonderful, fantastic, amazing (ameizing), marvelous, excellent, brilliant

Hot ~ boiling, scorching (scortcing)

Hungry (suono chiuso NON “a”) ~ starving (morire di fame)

Intelligent ~ brilliant

Interesting (intrsting) ~ fascinating (fassineiting)

Little ~ tiny (taini), minute (mainiut)

Old ~ ancient (eingsciant)

Silly ~ ridiculous

Strange (streinj) ~ incredible, unbelievable, extraordinary (ecstrordinri)

Surprised ~ amazed (uhmeizd), stunned (stuhnd)

Tired (taiyd) ~ exhausted (ecsorstid)

Wet (uet) ~ soaked (soukd)

Provare per credere: mandatemi le vostre frasi nei commenti…


To have: uso “statico”

PREMESSA

Prima di proseguire bisogna prendere atto del fatto che nel corso della storia della lingua inglese il verbo to have si è diviso effettivamente in due verbi ben distinti: uno è il verbo to have dinamico e l’altro è il verbo to have statico.

Il primo di questi ~ il verbo to have dinamico ~ si riferisce chiaramente ad azioni e a movimenti. Questo uso del verbo è relativamente nuovo e potremo dire anche piuttosto idiomatico anche se, nel tempo, è diventato molto diffuso. L’equivalente in questo caso in italiano è generalmente il verbo fare. Per sapere di più leggere QUI.

L’altro invece ~ il verbo to have statico ~ esprime, come in italiano, il concetto di possesso. In realtà non si tratta sempre di un vero e proprio possesso: basta pensare alla frase “Bob has two brothers” per capire che a volte si tratta di possesso in un senso piuttosto lato della parola. In ogni caso il fattore fondamentale che distingue quest’uso del verbo to have dall’altro è la staticità: non c’è né azionemovimento. È questo uso del verbo to have che verrà esaminato qui sotto.


TO HAVE ~ “STATICO”

Questo verbo nasce come un ausiliare, simile al verbo to be, e di conseguenza, in teoria, non serve un ausiliare aggiuntivo per elaborare le forme negative ed interrogative:

  • Affermativo: They have a new car. / He has an old dog.
  • Negativo: They haven’t a new car. / He hasn’t an old dog.
  • Interrogativo: Have they a new car? / Has he an old dog?

In realtà è solo la forma affermativa che va bene così: le altre due forme, pur essendo corrette grammaticalmente, hanno un suono decisamente arcaico.

La soluzione per queste due forme è l’inserimento di got – il participio passato del verbo to get (prendere, ottenere, acquisire) – che serve a rafforzare il senso di possesso e così meglio distinguere quest’uso del verbo to have da quello dinamico:

  • Negativo: They haven’t got a new car. / He hasn’t got an old dog.
  • Interrogativo: Have they got a new car? / Has he got an old dog?

Questo utilizzo di got non è strettamente necessario nella forma affermativa ma è estremamente comune e di conseguenza l’uso è sempre consigliato:

  • Affermativo: They’ve got a new car. / He’s got an old dog.

Bisogna ricordare comunque che, se si decide di non utilizzare il got per quanto riguarda la forma affermativa, non si può usare la forma contratta!

  • They’ve a new car.
  • They have a new car.
  • He’s an old dog.
  • He has an old dog.

“He’s an old dog,” significherebbe che lui è un vecchio cane!


N.B. Questo inserimento di got per rafforzare il concetto di possesso e per distinguere meglio l’uso statico dall’uso dinamico del verbo to have, è strettamente limitato al tempo presente e scompare del tutto in qualsiasi altro tempo!

  • Bob had a beard last year.
  • Bob aveva la barba l’anno scorso.
  • Jane didn’t have my bag.
  • Jane non aveva la mia borsa.
  • Did you have John’s keys?
  • Avevi tu le chiavi di John?

newsflash

L’utilizzo del verbo to have come verbo dinamico e non statico è ormai molto diffuso e di conseguenza siamo sempre più abituati a sentire il verbo to have in congiunzione con gli ausiliari do, does, don’t, doesn’t, did, didn’t ecc. La conseguenza di questo è che nell’ultimo periodo il verbo to have, anche quando viene usato come verbo di possesso, comincia ad essere coniugato sempre più spesso con l’uso degli ausiliari do/does, don’t/doesn’t ecc, al posto di got. Si tratta di un utilizzo moderno della lingua, non ancora ufficialmente codificato, ma innegabile lo stesso.

Da un certo punto di vista, questo sviluppo potrebbe rendere la vita più facile per lo studente che, volendo, può decidere semplicemente di utilizzare il verbo to have come un verbo del tutto normale, cioé con l’uso degli ausiliari do/does, don’t/doesn’t ecc, in ogni occasione che si presenta. Non sbaglierebbe! Però, bisogna dire che l’uso di got con to have per possesso nel tempo presente è ancora usatissimo.

I haven’t got your book. = I don’t have your book.
Have you got a dog? = Do you have a dog?

N.B. Bisogna in ogni caso scegliere – per quanto riguarda ‘possesso’ nel tempo presente – di usare una forma o l’altra: do/does/don’t/doesn’t non possono stare insieme a got!



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Il piccolo “get” ~ un verbo tuttofare

“E qua che ci metto?”
“Metteci ‘get’ e vai tranquillo.”

Beh, non è proprio così ma il verbo ‘to get‘ in inglese ricopre molti ruoli che si rifanno però sempre ad un solo concetto di base: quello di una specie di ‘processo di trasformazione’.

Vediamo con quattro significati base come funziona questo processo di trasformazione:

a) Ottenere, prendere, ricevere, comprare, acquisire, comprare, procurarsi, trovare ecc.
Stato originale: You don’t have a car
Processo: You get a car
Stato finale: You have a car

b) Diventare
Stato originale: You aren’t tired
Processo: You get tired
Stato finale: You are tired.

c) Arrivare a
Stato originale: You aren’t at the station
Processo: You get to the station
Stato finale: You are at the station

d) Salire e scendere con i mezzi di trasporto
Stato originale: You aren’t on the bus
Processo: You get on the bus
Stato finale: You are on the bus


Adesso vediamo questi quattro significati base nel dettaglio:

1) Ottenere, prendere, ricevere, comprare, acquisire, comprare, procurarsi, trovare ecc.
Questo, volendo, è il significato base del verbo ‘to get’. Bisogna dire che ognuno dei verbi elencati qui sopra ha un suo equivalente in inglese ben più precisa ma che la tendenza è sempre quello di utilizzare l’onnipresente ‘to get’.

es:
Did you get my message? ~ Hai ricevuto il mio messaggio?
Where did you get that amazing hat? – Dove hai comprato quel capello pazzesco?
I’ll get the dictionary for you. ~ Ti prendo il vocabolario.
Buy two and get one free. ~ Comprane due e ottieni un’altro gratis.
We get our wine from a friend in the country. ~ Prendiamo il nostro vino da un amico in campagna.
He got a degree in Political Science. ~ Si è laureato in Scienze Politiche.
Look what I got in the post this morning! ~ Guarda cosa ho ricevuto nella posta stamattina!
We couldn’t get tickets for the concert. ~ Non siamo riusciti a trovare biglietti per il concerto.
Bob got the train to London. ~ Bob ha preso il treno per Londra.


2) Diventare (di solito in italiano si utilizza un verbo riflessivo equivalente oppure il verbo farsi)
In questo caso il verbo get viene seguito da un aggettivo e da un participio passato che funge da aggettivo.
È un utilizzo molto diffuso, spesso nella forma progressiva, ma non necessariamente.

es:
to get ready ~ prepararsi
Jane got ready for the meeting. ~ Jane si preparò per la riunione.
to get dressed ~ vestirsi
He was getting dressed when the phone rang. ~ Si stava vestendo quando squillò il telefono.
to get angry ~ arrabbiarsi
She got very angry with the children. ~ Lei si arrabbiò molto con i ragazzi.
to get tired ~ stancarsi
I’m getting tired. Let’s have a break. ~ Mi sto stancando. Facciamo una pausa.
to get lost ~ perdersi
We’ll get lost if we don’t take a map. ~ Ci perderemo se non portiamo una mappa.
to get married ~ sposarsi
They got married in the summer of 1968. ~ Si sono spostai nell’estate del 1968.
to get better ~ migliorare
Your English is getting better. ~ Il tuo inglese sta migliorando.
to get drunk ~ ubriaccarsi
He gets drunk every Saturday evening. ~ Lui si ubriacca ogni sabato sera.

N.B. utilizzo impersonale:
to get late ~ farsi tardi
Gosh! It’s getting late! ~ Accidenti! Si sta facendo tardi!
to get dark ~ farsi buio
It’s getting dark. Let’s take a taxi. ~ Si sta facendo buio. Prendiamo un taxi.


3) Arrivare a (to get to + luogo)
Il verbo to arrive viene sostituito molto spesso con il verbo ‘to get to’:

es:
I usually get to work at about 8.30. ~ Di solito arrivo al lavoro alle 8.30 incirca.
What time did they get to the hotel? ~ A che ora sono arrivati in albergo?
It was late when we got to the restaurant. ~ Era tardi quando siamo arrivati al ristornate.
Excuse me, how do I get to the centre from here? ~ Mi scusi, come arrivo al centro da qui?

N.B. home, here e there rifiutano il ‘to’ di moto a luogo!
What time did you get home? ~ A che ora sei arrivato a casa?
How did they get here? ~ Come sono arrivati qui?
We got there by bus. ~ Siamo arrivati con l’autobus.

N.B.to get to‘ non funziona senza un complemento di luogo e va sostituito con il verbo ‘to arrive‘:
What time do we arrive? ~ A che ora arriviamo?
The train arrived late. ~ Il treno è arrivato in ritardo.

N.B. se decidi di usare il verbo ‘to arrive‘ invece del verbo ‘to get to‘ in presenza di un complemento di luogo, ricorda che il verbo ‘to arrive’ NON è un verbo di movimento e quindi NON vuole la preposizione ‘to’:

N.B. They arrived in Paris the next evening. ~ Sono arivati a Parigi la sera successiva. (usiamo ‘in’ con le città)
She arrived at the hotel at lunchtime. ~ È arrivata al albergo a ora di pranzo. (usiamo ‘at’ con altri luogi)


4) Salire e scendere con i mezzi di trasporto:

Per la macchina: to get in (into) / to get out of
John got in (into) the car and left. ~ John è salito sulla macchine ed è partito.
We got out of the car and walked. ~ Siamo scesi dalla macchina e siamo andati a piedi.

N.B. se il mezzo non viene nominato:
Quick! Get in! (non usare into) ~ Veloce! sali!
We all got out (senza of) and pushed! ~ Siamo scesi tutti e abbiamo spinto!

Per l’autobus, il treno, l’aereo: to get on (onto) / to get off
She got on (onto) the bus and looked for a seat. ~ È salita sull’autobus e ha cercato un posto.
We got off the train at Paddington. ~ Siamo scesi dal treno a Paddington.
The passengers are getting off the plane now. ~ I passeggeri stanno scendendo dall’aereo adesso.

N.B. se il mezzo non viene nominato:
Get on (non usare onto) and sit down! ~ Sali e siediti!



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