
Quiz Time in inglese: intermediate exercise 7
Do you know the right answer?
Do you know the right answer?
(lezione)
Questo appunto riguarda una sola delle numerose funzioni di could nella lingua inglese, una funzione che è spesso fonte di incertezza: più specificamente, l’uso di could come passato di can nel campo di capacità.
Al verbo servile can mancano diverse funzioni verbali tra cui la possibilità di coniugarsi al passato, motivo per cui servono altri modi per esprimere capacità passata. Uno di questo modi è l’uso di could. Però could ha dei limiti e sono questi limiti che bisogna individuare.
Partiamo da un esempio:
Cosa ci dice questa frase? Semplicemente che Bob aveva questa capacità e niente di più. Non c’è un’azione specifica. Esprime soltanto una potenzialità.
E se volessimo dire invece, “Bob ha potuto arrampicarsi sull’albero e salvare il gatto”? Sapendo che could può fungere come passato di can verrebbe di dire:
Ma non funziona. Non funziona perché sembrerebbe più la forma condizionale di can (sempre could) che la forma passata. Questo è il limite di could come passato di can: finché si tratta di una capacità passata generale, una potenzialità, senza nessun riferimento ad un’azione specifica, non ci sono problemi, ma se vogliamo far capire che quella capacità passata è stata anche messa all’opera, could non funziona più, ci lascia col dubbio se l’azione è stata fatta o no, ed è a questo punto che dobbiamo trovare delle valide alternative.
Quelle più gettonate nella lingua parlata sono:
Vediamo allora come viene la nostra frase di prima:
Adesso sappiamo non solo che Bob aveva questa potenzialità ma che ha anche salvato il gatto!
Naturalmente questa considerazione viene meno con verbi dove l’azione è implicita nella potenzialità. Prendiamo come esempi i verbi to see e to hear:
Se ero in grado di vedere molto bene, è ovvio che ho visto.
Se ero in grado di sentire ogni parola, è ovvio che ho sentito.
In questi casi però, anche se could fa il lavoro bene, si possono usare le forme alternative per maggiore enfasi sull’azione:
Questo ‘problema’ di potenzialità + azione si trova anche nella forma interrogativa dove la domanda fatta con could potrebbe sembrare una richiesta e non una domanda riguardo il passato. Vediamo un esempio.
Se facciamo la domanda con could, viene, “Could you buy any fruit?” ma così sembra una richiesta di tipo, “Potreste comprare della frutta?”
Allora dobbiamo fare ricorso alle altre forme:
Nella forma negativa il problema è molto relativo perché l’azione non è mai avvenuta e quindi non c’è bisogno di evidenziarla. Di conseguenza possiamo benissimo dire:
Se non era in grado di uscire dalla macchina, è scontato che non ne è uscito.
Tuttavia, anche in questo caso si possono usare le altre forme, pur non essendo necessarie, per dare maggiore enfasi:
Visto quanto spesso ci capita nella vita quotidiana di volere chiedere l’opinione di chi ci sta vicino riguardo qualcuno o qualcosa, mi sembra opportuno illustrare uno dei modi più gettonati (e più semplici) in inglese per farlo. Si tratta dell’inserimento della piccola domanda, ‘do you think?’ all’interno della domanda che vogliamo fare. L’unico accorgimento imprescindibile per questo metodo è quello di elaborare il resto della domanda nella forma affermativa in quanto la forma interrogativa è già stata stabilita con l’inserimento di ‘do you think?’ Detto così, può sembrare complicato ma non lo è. Basta vedere gli esempi che seguono per capire quanto è invece semplice.
Continua a leggere…Senza complicarci troppo la vita, potrebbe essere utile dare un’occhiata da vicino alla “ing form” per capire meglio i suoi comportamenti più consueti e saperlo gestire al meglio. Uno dei primi motivi per la difficoltà in questo campo è il fatto che questo “ing” fa il doppio gioco in inglese. Da un canto funge da verbo come participio presente e dall’altro funge da sostantivo o aggettivo sotto forma di gerundio. Non bisogna confondere questi due ruoli molto diversi tra di loro.
Continua a leggere…It’s Quiz Time again at Ingliando.
Do you know the right answer?
Riportare quanto detto da un’altra persona, di solito ad una certa distanza di tempo ed in un luogo diverso, è una cosa che facciamo molto spesso nelle nostre conversazioni. Di conseguenza, prima o poi, bisogna familiarizzare con tutti quei piccoli ma importanti cambiamenti che servono per convertire le parole dette sul momento (discorso diretto) in parole riportate in un secondo momento (discorso indiretto). Questi cambiamenti, non molto diversi da quelli che avvengono in italiano, riguardano principalmente il tempo del verbo, alcuni avverbi di tempo e di luogo e, quando è il caso, anche i pronomi personali.
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