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I can always make you smile.

i_can_always_make_you_smile

Always, nearly always, usually, often, sometimes, occasionally, hardly ever, never.

Sono tutti avverbi di frequenza e vengono molto sfruttati in inglese (come pure in italiano) per comunicare, in modo più o meno preciso anche se non matematico, la frequenza con la quale una certa azione viene ripetuta nel tempo. Essendo molto sfrutatti, è piutttosto importante saperli usare nella costruzione della frase in modo rapido e disinvolto, e la regola d’oro in questo caso riguarda il loro posizionamento all’interno della frase: subito prima del verbo principale. Non è una regola fissa in quanto ci sono delle eccezioni (usually e sometimes si possono trovare anche all’inizio della frase per esempio e sometimes anche alla fine), ma è una regola che permette allo studente di non sbagliare mai e forse inizialmente conviene applicarlo sempre. L’unica vera eccezione a questa regola è il verbo essere il quale, quando funge da verbo principale e non come ausiliare, viene seguito dall’avverbio di frequenza.

La lista fornita qui non vuole essere esauriente ma copre bene tutta la gamma (da 100% a 0%) con gli avverbi probabilmente più gettonati in inglese. Vediamo, quindi, il significato, la pronuncia e la percentuale di frequenza (orientativa ovviamente) di ognuno:

  • 100%
    alwaysɔːlweɪzsempre
  • 95%
    nearly alwaysnɪəli ɔːlweɪzquasi sempre
  • 85%
    usuallyjuːʒəlidi solito
  • 65%
    oftenɒfnspesso
  • 35%
    sometimessʌmtaɪmza volte, ogni tanto
  • 15%
    occasionallyəkeɪʒənəli occasionalmente
  • 5%
    hardly everhɑːdli evəquasi mai
  • 0%
    nevernevənon mai

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Pubblicato da su 14 settembre 2015 in adverbs, Appunti grammaticali, syntax

 

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Past simple or present perfect: an introduction

Cours-Anglais-Past-Simple-Present-Perfect

Capire, o meglio, cominciare a capire la differenza tra il past simple e il present perfect
è fondamentale nel cammino verso il livello intermedio.
Quando si usa l’uno e quando si usa l’altro?
La risposta non è facile…

La prima cosa da stabilire è che non sempre si può fare paragone tra l’inglese e l’italiano per sciogliere il nodo del problema. Mentre in italiano il tempo fondamentale per parlare del passato è il passato prossimo e si può fare a meno (effettivamente) del passato remoto, in inglese vengono usati sia il present perfect che il past simple seguendo dei criteri ben precisi. Il risultato di questa differenza fondamentale tra le due lingue in termini pratici è che quando si traduce dall’inglese all’italiano non importa se il verbo originale in inglese è al past simple o al present perfect perché nella versione italiana si mette tutto al passato prossimo. Invece quando si traduce dall’italiano all’inglese bisognerà sapere scegliere tra il present perfect (come in italiano) o il past simple (improponibile in italiano). Ecco dove sta il problema. Quindi quello che dobbiamo esaminare è esattamente come funzionano il past simple e il present perfect in inglese. Preparati, il viaggio sarà arduo!

Cerchiamo di fare una prima importante distinzione:

  • Past Simple: viene usato per attenzionare o parlare di un evento avvenuto in un contesto temporale passato ben precisato. Il contesto temporale è una parte fondamentale della frase e viene espresso esplicitamente oppure è implicito nel significato o nel contesto della frase.
  • Present Perfect: viene usato per attenzionare o parlare di un evento avvenuto in un contesto temporale passato non specificato, ignoto, tenuto vago o di nessuna rilevanza. Il contesto temporale ha poca o nessuna importanza in quanto l’evento passato ci interesse solo come azione e, molto spesso, serve più che altro come punto di riferimento per una questione che invece riguarda prettamente il presente (da qui il nome PRESENT perfect).

 Il contesto temporale quindi è la chiave di distinzione tra i due tempi. A questo punto vediamo da vicino cosa intendiamo quando diciamo, “una questione che riguarda prettamente il presente”.

  • Bob has gone out.
  • Bob è uscito.

Non importa il contesto temporale in cui Bob è uscito ma il fatto che adesso non c’è.

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Pubblicato da su 3 aprile 2015 in use of verbs, Verbi

 

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I’ll never understand it!

Never / Ever

L’uso di never e ever in inglese è spesso fonte di errori, principalmente per la questione del ‘doppio negativo’ (due negativi che si affermano come in latino) e in parte per un po’ di confusione riguardo il significato (o i significati) di ever. Affrontiamo questi due problemi separatamente partendo dal primo che è sicuramente quello più importante per lo studente alle prime armi.

Possiamo fare una prima distinzione in questo modo:

  • Never = NON mai = in nessun momento della propria vita → negativa
  • Ever = mai = in qualunque momento della propria vita (anche sempre!) → possibilista

NEVER

Effettivamente la differenza fondamentale tra i due avverbi è che never non è altro che la versione negativa di ever. Bisogna però capire che è proprio la parola stessa “never” ad essere negativa e che inserirla in una frase significa dare automaticamente una carica negativa a quella frase. Alla luce di questo, e seguendo appunto la regola del latino che due negativi si affermano, è chiaro che non possiamo utilizzare nella stessa frase il verbo nella forma negativa insieme all’avverbio never perchè significherebbe inserire DUE negativi nella stessa frase. Invece è proprio questo l’errore più comune!

Vediamo un esempio:

  • Bob never reads the newspaper.
  • Bob non legge mai il giornale.

Se togliamo l’avverbio “never” dalla frase inglese vediamo che la frase è a tutti gli effetti affermativa (c’è anche la ‘s’ sul verbo per la terza persona singolare del present simple affermativo). È dunque l’inserimento dell’avverbio “never” che dà il senso negativo alla frase mentre il verbo rimane palesamente affermativo. Sarebbe del tutto sbagliato in inglese dire “Bob doesn’t never read the newspaper” anche se l’interferenza della madrelingua italiana facilmente porta a formulare la frase in questo modo. Questo perché nella frase italiana oltre alla presenza di mai, c’è anche il verbo nella forma negativa.

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Pubblicato da su 21 ottobre 2014 in Appunti grammaticali, syntax

 

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