Verb and Preposition Collocations

Tra gli elementi che riescono maggiormente a sfuggire a quasi ogni forma di controllo da parte dei cultori della materia linguistica ci sono le preposizioni. Ogni lingua ha le sue e le usa secondo i propri criteri e senza seguire necessariamente un’apparente logica. Naturalmente questo ne rende l’apprendimento particolarmente ostico. L’unico modo di affrontare questa difficoltà serenamente è quello di viverla come un lungo ed inesorabile processo di assimilazione nel tempo.

Purché questo avvenga, però, bisogna esporsi continuamente al problema.

Lo scopo della nuova rubrica “Verb and Preposition Collocations” è quello di presentare le più comuni combinazioni tra verbo e preposizione nella lingua inglese con un esempio pratico di ognuno di esse. Non bisogna provare a memorizzare il tutto ma semplicemente familiarizzare con queste espressioni più comuni attraverso una lettura lenta e attenta, possibilmente ripetuta nel tempo. Volendo si può anche provare, nei commenti sul sito, a formulare qualche propria frase utilizzando le espressioni proposte.

La rubrica “Verb and Preposition Collocations” si trova QUI.

Buon lavoro!


To – In – Into


Multiple Choice: Exercise 10

INTERMEDIATE

  1. Scegli la versione che ritieni corretta e cliccala.
  2. Clicca su VOTE.
  3. Cerca la versione giusta tra i miei commenti.
  4. Chiedi spiegazioni se resta qualche dubbio.


Multiple Choice: Exercise 8

INTERMEDIATE

  1. Scegli la versione che ritieni corretta e cliccala.
  2. Clicca su VOTE.
  3. Controlla la tua risposta nei commenti.
  4. Chiedi spiegazioni se resta qualche dubbio.


Into the woods…

 Prepositions: in vs. into

A volte mi viene chiesto qual’è la differenza tra la preposizione in e la preposizione into. Forse noi di madrelingua diamo un po’ per scontato questa differenza e quindi cercherò qui di colmare questa eventuale lacuna.

La preposizione into, come si può facilmente evincere, è una preposizione composta di in e to: due preposizioni con ruoli ben diversi quando vengono usate singolarmente.

  • in (statico) ~ in, a (dentro, all interno di)
  • to (dinamico) ~ a (verso, nella direzione di)

In indica la posizione di qualcuno o qualcosa dentro / all’interno di un’area circoscritta:

  • The children are in the garden.
  • I ragazzi sono nel giardino.
  • The cutlery is in the top drawer.
  • Le posate sono nella prima casetta.
  • Bob lives in Exeter.
  • Bob abita a Exeter.

To indica il movimento di qualcuno o qualcosa verso / nella direzione di una nuova ubicazione:

  • Bob has gone to London for the day.
  • Bob è andato a Londra per il giorno.
  • Tom took his brother to the stadium last Saturday.
  • Tom ha accompagnato suo fratello allo stadio sabato scorso.
  • Jane gave the keys to Bob.
  • Jane ha dato le chiavi a Bob.

Con l’unione di in e to in un’unica preposizione, ci troviamo con una nuova preposizione – into –  che indica il movimento di qualcuno o qualcosa verso una nuova ubicazione che si trova all’interno di un’area circoscritta. Semplice.


Into si trova particolarmente bene con quei verbi che hanno un chiaro senso di movimento come to go, to come, to walk, to run, to drive, to fly ecc. Vediamo alcuni esempi:

  • Bob went into the kitchen to get some more beers.
  • Bob è entrato in cucina per prendere delle altre birre.
  • The fox came into the garden through a hole in the fence.
  • La volpe è entrata nel giardino attraverso un buco nel recinto.
  • The teacher walked into the classroom with a big smile on her face.
  • L’insegnante è entrata nella classe con un grande sorriso in faccia.
  • As soon as we reached the beach the children ran into the sea.
  • Non appena abbiamo raggiunto la spiaggia i ragazzi si sono buttati nel mare.
  • Jane drove into the car park and started to look for a space.
  • Jane è entrata nel parcheggio e ha cominciato a cercare un posto.
  • The sparrow flew into the bedroom through the open window.
  • Il passero è entrato nella stanza da letto attraverso la finestra aperta.

► Interessante come in italiano molto spesso si traduce (e si riduce) con il verbo ‘entrare’.


Into si abbina bene anche con altri verbi dove il senso di movimento non è subito evidente come to fall, to push, to move, to back, to jump ecc, ma il senso di entrare c’è sempre. Vediamo alcuni esempi:

  • The branch broke and the boy fell into the river.
  • Il ramo si è rotto e il ragazzo è caduto nel fiume.
  • Bob pushed the trunk into the corridor.
  • Bob ha spinto il baule dentro il corridoio.
  • Jane moved into Sarah’s flat while she was away.
  • Jane si è trasferita nell‘appartamento di Sarah mentre era via.
  • Tom backed carefully into the garage.
  • Tom entrò nel garage facendo retromarcia con attenzione.
  • The children jumped into bed and went straight to sleep.
  • I ragazzi sono saltati dentro il letto e si sono subito addormentati.

Into si trova abbinata anche ad altri verbi dove il senso di entrare è più astratto o comunque meno immediato:

  • If you stay there you’ll get into trouble.
  • Se rimani lì, ti metterai nei guai.
  • Charles was born into a wealthy family.
  • Charles è nato in una famiglia benestante.
  • We checked into the hotel and then went out for dinner.
  • Ci siamo registrati nell‘albergo e poi siamo usciti per cenare.
  • The new law came into force last month.
  • La nuova legge è entrata in vigore il mese scorso.

Into viene usato anche quando si tratta di uno scontro:

  • The lorry ran into a wall at the side of the road.
  • Il camion si è schiantato contro un muro al lato della strada.
  • Somebody bumped into me and my coffee spilt on the carpet.
  • Qualcuno mi ha urtato e il mio caffè si è rovesciato sul tappeto.
  • Guess who I bumped into yesterday. (metaforico)
  • Indovina chi ho incontrato per caso ieri.

Into serve anche per rendere l’idea di una trasformazione:

  • Bob has turned his garage into an office.
  • Bob ha trasformato il suo garage in un ufficio.
  • All caterpillars change into butterflies in the end.
  • Tutti i bruchi si trasformano in farfalle alla fine.
  • We’ve converted the family house into four flats.
  • Abbiamo trasformato la casa di famiglia in quattro appartamenti.

Into, infine, si trova in tante espressioni idiomatiche. Ecco alcuni esempi tra quelli più utili:

  • The police are looking into the situation.
  • La polizia sta esaminando la situazione.
  • Bob is really into rock music.
  • Bob è davvero appassionato della musica rock.
  • Suddenly Jane broke into a big smile.
  • All’improvviso Jane ha cominciato a sorridere.
  • We divided the children into four groups.
  • Abbiamo diviso i ragazzi in quattro gruppi.

Se tutto questo non ti basta, clicca QUI per tanti altri esempi!


Prepositions unplugged: at / in

La differenza in inglese tra at e in.

Abbiamo parlato già di preposizioni e continueremo a parlarne essendo un oggetto di studio piuttosto ostico. Questa volta diamo un’occhiata non tanto al problema della non corrispondenza tra l’inglese e l’italiano quanto alla differenza di significato (e quindi di uso) tra diverse coppie di preposizioni comuni. Ricorda sempre che qualsiasi spiegazione dell’uso delle preposizioni in inglese va visto come un orientamento e non come regole ferree: le eccezioni sono sempre in agguato!

at / in

In inglese le preposizioni at e in hanno così tanti impieghi e usi idiomatici che sarebbe una pazzia cercare di affrontare tutto in un unico articolo. Di conseguenza questo articolo si concentra su uno dei loro usi più comune e più importante come preposizioni di stato in luogo. In questo caso la differenza fondamentale tra le due preposizioni è che laddove at serve per indicare il luogo in questione come un singolo punto preciso di riferimento, in serve per individuare il luogo come un’area circoscritta, aperta o chiusa, indicando ciò che ci sta o ciò che accade dentro quell’area (dentro è la parola chiave per l’uso di in). Quando questa differenza è poco rilevante la tendenza è quella di usare at come preposizione standard per stato in luogo. Accade a volte però che entrambi le preposizioni sono possibili e in più la scelta di quale usare può anche essere persino soggettiva. Ma non corriamo prima di saper camminare e, prima di tutto, vediamo alcuni esempi dove la scelta è scontata in quanto solo una delle due preposizioni può funzionare:

  • Bob is waiting at the bus-stop.
  • Bob sta aspettando alla fermata dell’autobus.

Impossibile per Bob essere dentro la fermata dell’autobus.

  • Jane is sleeping in the garden.
  • Jane sta dormendo in giardino.

Il giardino viene visto come un’area circoscritta, in questo caso aperta, e Jane sta dormendo dentro quest’area.

  • There was a dog at the side of the road.
  • C’era un cane al bordo della strada.

Impossibile per il cane essere dentro il bordo della strada.

  • The band practices in my garage.
  • Il gruppo si esercita nel mio garage.

Il garage viene visto come un’area circoscritta, in questo caso chiusa, e il gruppo si esercita dentro quest’area.

Però, se prendiamo spunto da quest’ultimo esempio possiamo anche ipotizzare un esempio dove il garage non viene visto come un’area circoscritta ma come un singolo punto preciso di riferimento:

  • I can’t take you to the airport because my car is at the garage.
  • Non posso accompagnarti all’aeroporto perché la mia macchina è al garage.

In questo caso non ci interessa più il garage come area circoscritta ma come semplice punto di riferimento che spiega dove si trova la macchina e soprattutto perché non possiamo accompagnare l’amico all’aeroporto.


A questo punto possiamo analizzare alcuni esempi della stessa frase dove entrambi le preposizioni sono possibili ma dove la scelta di una o dell’altra da un significato diverso alla frase.

  • Bob is at the office.
  • Bob is in the office.

Entrambe queste frasi vanno bene. Allora perché scegliere una forma o l’altra? Bene, nel primo caso chi parla potrebbe essere ‘lontano’ dall’ufficio di Bob, in un luogo completamente diverso come a casa per esempio, e vuole indicare semplicemente dove si trova Bob (altrove). In questo caso la preposizione at è sufficiente per il suo scopo anche se potremmo sempre scegliere di usare in. Invece, nel secondo caso chi parla potrebbe essere in un luogo di lavoro che comprende tante stanze tra cui un ufficio e vuole dare delle indicazione ben precise: la sua intenzione è quella di dire “tra tutte le stanze qui con i loro vari utilizzi, Bob si trova dentro quello che funziona da ufficio.” La parola chiave è dentro e in questo caso la preposizione at non sarebbe indicata.

  • Jane is at home.
  • Jane is in the house.

Anche qui entrambi le frasi vanno bene e la differenza tra le due è simile all’esempio precedente. Nel primo caso chi parla si trova ‘lontano’ da casa di Jane, in un luogo completamente diverso, e vuole semplicemente indicare dove si trova Jane (altrove). In questo caso però la preposizione in non può essere usata in quanto non si abbina alla parola home. Nel secondo caso potremmo ipotizzare una situazione in cui chi parla si trova, per esempio, nel giardino di Jane e vuole indicare che Jane non si trova lì nel giardino ma dentro la casa. Di nuovo la parola chiave è dentro e anche in questo caso la preposizione at non sarebbe indicata.

  • Tom is at the supermarket.
  • Tom is in the supermarket.

Anche qui, nel primo caso chi parla si trova ‘lontano’ dal supermercato, in un luogo completamente diverso, e vuole indicare dove si trova Tom (altrove). Potrebbe usare la preposizione in ma non avrebbe molto senso in quanto non ha motivo per specificare che Tom è dentro il supermercato: non è lo scopo della sua frase. Nel secondo caso potremmo ipotizzare una situazione in cui chi parla si trova, per esempio, in un centro commerciale che comprende anche un supermercato. In questo caso vuole indicare dentro quale dei vari negozi si trova Tom. Ancora una volta la parola chiave è dentro e anche in questo caso la preposizione at non sarebbe indicata.


Adesso vediamo un esempio leggermente diverso:

  • Anne lives at 23, Carnaby Street.
  • Anne lives in Carnaby Street.

Nel primo caso il luogo viene indicato con il numero civico. Teoricamente potrebbero stare sia at che in: la preposizione at indicerebbe semplicemente la casa come specifico punto di riferimento, mentre in specificherebbe dentro quella casa. In realtà però, quando un’abitazione viene indicata con il numero civico è molto più comune l’uso della preposizione at perché solitamente chi parla vuole solamente indicare la casa e non ha bisogno di precisare dentro quella casa. Il secondo caso invece, è un po’ diverso perché si tratta di una strada che non è un singolo punto preciso di riferimento ma un’area circoscritta. In questo caso Anne abita dentro (all’interno di) quell’area. Qui l’uso di at sarebbe sbagliato.

Quest’ultimo esempio spiega perché quando si tratta di centri abitati di qualsiasi grandezza, dal più piccolo borgo alla più gande città, la preposizione da usare è sempre in perché il centro abitato viene visto come un’area circoscritta e non come un singolo punto preciso di riferimento:

  • Carlo abita nel piccolo borgo di San Rocco.
  • Carlo lives in the little village of San Rocco.
  • C’è un solo negozio a San Rocco.
  • There is only one shop in San Rocco.
  • Conosco un buon ristorante economico a Milano.
  • I know a good cheap restaurant in Milan.

Qui la versione originale in italiano non ci aiuta con la traduzione in inglese in quanto solo la prima frase indica l’idea di dentro con la preposizione articolata nel. Le altre due frasi usano la preposizione a in italiano che potrebbe portarci a tradurle con la preposizione at in inglese, ma sarebbe sbagliato in questo caso.

…alla prossima puntata!


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