Bar talk

[SOLUZIONE]

To – In – Into


Multiple Choice: Exercise 8

INTERMEDIATE

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  3. Controlla la tua risposta nei commenti.
  4. Chiedi spiegazioni se resta qualche dubbio.


Into the woods…

 Prepositions: in vs. into

A volte mi viene chiesto qual’è la differenza tra la preposizione in e la preposizione into. Forse noi di madrelingua diamo un po’ per scontato questa differenza e quindi cercherò qui di colmare questa eventuale lacuna.

La preposizione into, come si può facilmente evincere, è una preposizione composta di in e to: due preposizioni con ruoli ben diversi quando vengono usate singolarmente.

  • in (statico) ~ in, a (dentro, all interno di)
  • to (dinamico) ~ a (verso, nella direzione di)

In indica la posizione di qualcuno o qualcosa dentro / all’interno di un’area circoscritta:

  • The children are in the garden.
  • I ragazzi sono nel giardino.
  • The cutlery is in the top drawer.
  • Le posate sono nella prima casetta.
  • Bob lives in Exeter.
  • Bob abita a Exeter.

To indica il movimento di qualcuno o qualcosa verso / nella direzione di una nuova ubicazione:

  • Bob has gone to London for the day.
  • Bob è andato a Londra per il giorno.
  • Tom took his brother to the stadium last Saturday.
  • Tom ha accompagnato suo fratello allo stadio sabato scorso.
  • Jane gave the keys to Bob.
  • Jane ha dato le chiavi a Bob.

Con l’unione di in e to in un’unica preposizione, ci troviamo con una nuova preposizione – into –  che indica il movimento di qualcuno o qualcosa verso una nuova ubicazione che si trova all’interno di un’area circoscritta. Semplice.


Into si trova particolarmente bene con quei verbi che hanno un chiaro senso di movimento come to go, to come, to walk, to run, to drive, to fly ecc. Vediamo alcuni esempi:

  • Bob went into the kitchen to get some more beers.
  • Bob è entrato in cucina per prendere delle altre birre.
  • The fox came into the garden through a hole in the fence.
  • La volpe è entrata nel giardino attraverso un buco nel recinto.
  • The teacher walked into the classroom with a big smile on her face.
  • L’insegnante è entrata nella classe con un grande sorriso in faccia.
  • As soon as we reached the beach the children ran into the sea.
  • Non appena abbiamo raggiunto la spiaggia i ragazzi si sono buttati nel mare.
  • Jane drove into the car park and started to look for a space.
  • Jane è entrata nel parcheggio e ha cominciato a cercare un posto.
  • The sparrow flew into the bedroom through the open window.
  • Il passero è entrato nella stanza da letto attraverso la finestra aperta.

► Interessante come in italiano molto spesso si traduce (e si riduce) con il verbo ‘entrare’.


Into si abbina bene anche con altri verbi dove il senso di movimento non è subito evidente come to fall, to push, to move, to back, to jump ecc, ma il senso di entrare c’è sempre. Vediamo alcuni esempi:

  • The branch broke and the boy fell into the river.
  • Il ramo si è rotto e il ragazzo è caduto nel fiume.
  • Bob pushed the trunk into the corridor.
  • Bob ha spinto il baule dentro il corridoio.
  • Jane moved into Sarah’s flat while she was away.
  • Jane si è trasferita nell‘appartamento di Sarah mentre era via.
  • Tom backed carefully into the garage.
  • Tom entrò nel garage facendo retromarcia con attenzione.
  • The children jumped into bed and went straight to sleep.
  • I ragazzi sono saltati dentro il letto e si sono subito addormentati.

Into si trova abbinata anche ad altri verbi dove il senso di entrare è più astratto o comunque meno immediato:

  • If you stay there you’ll get into trouble.
  • Se rimani lì, ti metterai nei guai.
  • Charles was born into a wealthy family.
  • Charles è nato in una famiglia benestante.
  • We checked into the hotel and then went out for dinner.
  • Ci siamo registrati nell‘albergo e poi siamo usciti per cenare.
  • The new law came into force last month.
  • La nuova legge è entrata in vigore il mese scorso.

Into viene usato anche quando si tratta di uno scontro:

  • The lorry ran into a wall at the side of the road.
  • Il camion si è schiantato contro un muro al lato della strada.
  • Somebody bumped into me and my coffee spilt on the carpet.
  • Qualcuno mi ha urtato e il mio caffè si è rovesciato sul tappeto.
  • Guess who I bumped into yesterday. (metaforico)
  • Indovina chi ho incontrato per caso ieri.

Into serve anche per rendere l’idea di una trasformazione:

  • Bob has turned his garage into an office.
  • Bob ha trasformato il suo garage in un ufficio.
  • All caterpillars change into butterflies in the end.
  • Tutti i bruchi si trasformano in farfalle alla fine.
  • We’ve converted the family house into four flats.
  • Abbiamo trasformato la casa di famiglia in quattro appartamenti.

Into, infine, si trova in tante espressioni idiomatiche. Ecco alcuni esempi tra quelli più utili:

  • The police are looking into the situation.
  • La polizia sta esaminando la situazione.
  • Bob is really into rock music.
  • Bob è davvero appassionato della musica rock.
  • Suddenly Jane broke into a big smile.
  • All’improvviso Jane ha cominciato a sorridere.
  • We divided the children into four groups.
  • Abbiamo diviso i ragazzi in quattro gruppi.

Se tutto questo non ti basta, clicca QUI per tanti altri esempi!


This knife is for cutting bread

“Funzione e finalità”
for + gerundio vs. to + infinito

Un’indagine accurata sia online che tra i miei libri, insieme ad una riflessione personale, mi hanno portato alla conclusione che questo è uno di quegli argomenti che difficilmente si spiega con una bella regola semplice e lineare. Quindi cercherò semplicemente di offrire delle guidelines che riescono (spero) ad orientare lo studente attraverso la consapevolezza del problema, lasciando sempre aperta la possibilità di qualche errore (inevitabile) lungo la strada.

Dobbiamo tenere presente due fattori fondamentali:

  1. se parliamo in modo generico della funzione di qualcosa o se parliamo del suo utilizzo in modo più pratico e relativo al tempo;
  2. se l’oggetto in questione è il soggetto della frase o se la persona che lo utilizza è il soggetto.

Quando si parla in modo generico della funzione di qualcosa, soprattutto quando si usa l’oggetto in questione come soggetto della frase, la costruzione più tipica è senz’altro for + gerundio. Vediamo qualche esempio:

  • This knife is for cutting bread.
  • Questo coltello è per tagliare il pane.
  • A barometer is for measuring atmospheric pressure.
  • Un barometro è per misurare la pressione atmosferica.
  • This large container is for collecting rainwater.
  • Questo grande contenitore è per raccogliere l’acqua piovana.

Se restiamo nel generico ma spostiamo l’enfasi leggermente dalla funzione generica verso il pratico utilizzo, inserendo la formula passiva is used, troviamo che possono funzionare sia for + gerundio che to + infinito. È forse ovvio dirlo ma la prima forma darà un suono più generico alla frase e la seconda darà un suono più pratico. La differenza, in ogni caso, è trascurabile:

  • These buckets are used for feeding the chickens.
  • These buckets are used to feed the chickens.
  • Si usano questi secchi per dare da mangiare alle galline.
  • These smaller tiles are generally used for decorating bathroom walls.
  • These smaller tiles are generally used to decorate bathroom walls.
  • Di solito si usano queste matonelle più piccole per decorare le pareti di un bagno.
  • This large room at the back of the house is used for entertaining guests.
  • This large room at the back of the house is used to entertain guests.
  • Si usa questa grande stanza al retro della casa per intrattenere gli ospiti.

Adesso proviamo a mettere l’enfasi sulla persona che utilizza l’oggetto invece di metterla sull’oggetto stesso. Inserendo una persona come soggetto della frase, vedremo che adesso la formula con for + gerundio non funziona più e che l’unica formula che funziona bene è quella di to + infinito:

  • I always use my breadknife to cut watermelons.
  • Uso sempre il coltello da pane per tagliare le angurie.
  • My son generally uses the guestroom to study.
  • Generalmente mio figlio usa la stanza degli ospiti per studiare.
  • Bob sometimes uses his father’s old fountain pen to write his invitation cards.
  • A volte Bob usa la sua vecchia penna stilografica per scrivere i suoi biglietti d’invito.

La formula con to + infinito è anche l’unica opzione quando il soggetto della frase compie, ha compiuto, o compierà un’azione con una finalità ben precisa e specificata:

  • They went to the gym to play volleyball.
  • Sono andati in palestra per giocare a pallavolo.
  • We bought some green paint to repaint the front door.
  • Abbiamo comprato della vernice verde per ridipingere la porta d’ingresso.
  • Tom came to my house to give me the tickets.
  • Bob è venuto a casa mia per darmi i biglietti.
  • I’m going to write to Tom to find out what he thinks about it.
  • Scriverò a Bob per sapere (to find out = scoprire/sapere) cosa ne pensa lui.
  • She usually waits here to see who is on duty.
  • Di solito lei aspetta qui per vedere chi è di turno.
  • John always sits at the front to hear the speaker more clearly.
  • John si siede sempre davanti per sentire in modo più chiaro lo speaker.

To invite


Back to basics

Uno dei problemi di base che affligono il povero studente della lingua inglese è l’uso delle preposizioni e, in particolare, della preposizione to. Questo problema nasce in gran parte dalla solita interferenza della madrelingua italiana. Ma prima di vedere esattamente in che modo la lingua italiana fa questo scherzetto, ripassiamo brevemente il ruolo delle preposizioni nella grammatica in generale a prescindere dalla specifica lingua. (Puoi scorrere velocemente questa premessa se ti sembrano delle cose troppo ovvie!)

Senza complicarci la vita più del necessario con astrusi termini lingusitici, possiamo dire che una preposizione è semplicemente una parola che stabilisce un rapporto tra un sostantivo o un pronome e qualche altra parola o elemento nel resto della frase. Il tipo di rapporto stabilito dipende dal tipo di preposizione adoperato: di solito si tratta di posizione, tempo o direzione. Volendo si può immaginare una preposizione come una specie di legame tra due elementi.

Prendiamo tre esempi pratici:

POSIZIONE:

  • The keys are on the table.
  • Le chiavi sono sul tavolo.

La preposizione on ci fa capire il rapporto posizionale tra le chiavi e il tavolo.
Questo rapporto cambia se cambiamo la preposizione:

  • The keys are under the table.
  • Le chiavi sono sotto il tavolo.

TEMPO:

  • Jane wrote the letter before lunch.
  • Jane scrisse la lettera prima di pranzo.

La preposizione before ci fa capire il rapporto temporale tra la scrittura della lettera e il pranzo.
Questo rapporto cambia se cambiamo la preposizione:

  • Jane wrote the letter after lunch.
  • Jane scrisse la lettera dopo pranzo.

DIREZIONE:

  • Bob walked through the park.
  • Bob passeggiò attraverso il parco.

La preposizione through ci fa capire il rapporto direzionale tra la passeggiata di Bob e il parco.
Questo rapporto cambia se cambiamo la preposizione:

  • Bob walked around the park.
  • Bob passeggiò attorno al parco.

Ovviamente le preposizioni non sono altro che una convenzione linguistica che si è sviluppata all’interno di ogni lingua in base alla sua propria storia socio-culturale. Per questo motivo, purtroppo, non sempre le preposizioni trovano corrispondenza tra una lingua e un’altra. Un esempio che serve per tutti:

  • The match may be postponed. It depends on the weather.
  • La partita potrebbe essere rimandata. Dipende dal tempo.

Come si vede, in inglese il verbo to depend (dipendere) richiede la preposizione on (su) che è improponibile nella lingua italiana. Nello stesso modo la preposizione da (from) è improponibile dopo il verbo to depend nella lingua inglese.

Questa non-corrispondenza tra l’inglese e l’italiano è uno dei problemi principali. Un altro problema sono quei verbi che in inglese richiedono una preposizione ma in italiano no, e vice versa. Ecco alcuni esempi tipici:

To look at = guardare

  • Look at that amazing car!
  • Guarda quella macchina pazzesca!

To listen to = ascoltare

  • Bob is listening to the radio.
  • Bob sta ascoltando la radio.

To wait for = aspettare

  • Will you wait for me, please?
  • Mi aspetti, per favore?

To play = giocare a

  • We played tennis in the afternoon.
  • Abbiamo giocato a tennis dopo pranzo.

Può essere opportuno memorizzare il verbo insieme alla sua preposizione!


Così arriviamo al problema originale: quello della preposizione to e l’interferenza della madrelingua italiana. In questo caso il problema nasce con la preposizione a nella lingua italiana la quale serve sia come preposizione di posizione che di direzione. Vediamo subito un esempio pratico:

  • Bob è rimasto a casa di Jane. (preposizione di posizione)
  • Bob stayed at Jane’s house.
  • Bob è andato a casa di Jane. (preposizione di direzione)
  • Bob went to Jane’s house.

Il modo migliore per risolvere questo problema è quello di analizzare il verbo e individuare se esprime movimento. La preposizione to esprime sempre movimento, o in modo fisico o in modo più astratto, e serve per legare il verbo di movimento alla destinazione del movimento. Negli esempi qui sopra il verbo to stay non è un verbo di movimento ma un verbo statico. Il verbo to go invece è un verbo di movimento. E bene ricordare che anche se si traduce la preposizione to con l’italiano a, in realtà la preposizione to contiene quasi sempre l’idea di movimento in una certa direzione verso una certa destinazione.

Altri esempi con il to di movimento:

  • Bob walked to the pub
  • Bob è andato al pub a piede.
  • Jane came to my house yesterday.
  • Jane è venuta a casa mia ieri.
  • When we arrived the children ran to the sea.
  • Quando siamo arrivati i ragazzi hanno corso verso il mare.
  • The tower was very tall but we climbed to the top.
  • La torre era molto alta ma siamo saliti fino in cima.
  • Bob stumbled and all the books fell to the ground.
  • Bob ha inciampato e tutti i libri sono caduti a terra.

È importante prendere nota di tre verbi comuni che richiedono la preposizione to anche se l’idea di movimento è decisamente astratta: to talk to, to speak to, to listen to. La spiegazione sta nel fatto che riguardano il movimento di suoni da una fonte (bocca) ad una destinazione (orecchio).

  • Bob spoke to the manager yesterday. (WITH è possibile ma molto meno usato)
  • Bob ha parlato con il direttore ieri.

Con i verbi to talk e to speak, se non c’è la destinazione ma c’è un argomento usiamo la preposizione about:

  • Bob spoke about his holiday in Thailand.
  • Bob ha parlato della sua vacanza in Tailandia.

E quando c’è la destinazione e anche l’argomento usiamo entrambi:

  • Bob spoke to the family about his idea.
  • Bob ha parlato con la famiglia della sua idea.

E quando non c’è né destinazioneargomento, non usiamo niente (in quanto non c’è niente da legare):

  • Bob sat down and spoke quietly.
  • Bob si è seduto e ha parlato a bassa voce.

Con il verbo to listen la situazione è analoga ma possiamo usare solamente la proposizione to:

  • Jane listened to the teacher’s comments.
  • Jane ha ascoltato i commenti dell’insegnante.

Se non citiamo la fonte del suono però, non serve la preposizione (in quanto non c’è niente da legare):

  • Jane listened very carefully.
  • Jane ha ascoltato molto attentamente.

È ugualmente importante prendere nota del fatto che in inglese il verbo to arrive viene considerato un verbo statico e non di movimento (in quanto il movimento è già finito nel momento in cui l’arrivo è avvenuto). Di conseguenza non viene MAI usato con la preposizione to ma con altre preposizioni di posizione o di tempo in base a quello che si vuole dire:

  •  When we arrived in London it was raining.
  • Quando siamo arrivati a Londra pioveva.
  • Bob arrived at the cinema after Jane.
  • Bob è arrivato al cinema dopo Jane.
  • Jane arrived at half past eight.
  • Jane è arrivata alle otto e mezzo.

Infine, attenzione al verbo to be che è rigorosamente un verbo statico e NON va usato con la preposizione to TRANNE in un unico importante caso, è cioè quando parliamo di viaggi o di esperienze che fanno parte del proprio bagaglio di vita vissuta (quindi rigorosamente con il passato prossimo e SENZA specificare il tempo).

  • Have you ever been to India?
  • Sei mai stato in India?
  • Bob has been to France three times but he has never been to Spain.
  • Bob è stato in Francia tre volte ma non è mai stato in Spagna.

In effetti, in frasi di questo tipo si tratta di andare (movimento), essere (posizione), ritornare (movimento). Come vedi i verbi di movimento vincono due a uno!

Diversamente, nell’esempio qui sotto, non si tratta di ‘viaggi’ e quindi la preposizione è di posizione:

  • Have you ever been in Joe’s garage?
  • Sei mai stato nel garage di Bob?

N.B. Home, here e there rifiutano la preposizione to

  • Bob went home early
  • Bob è andato a casa presto.
  • We come here quite often.
  • Veniamo qui abbastanza spesso.
  • It’s not far. You can walk there.
  • Non è lontano. Puoi andarci a piedi.

N.B. Per una spiegazione dei ditransitive verbs (es: to give something to somebody ecc) clicca QUI.


Home, here, there


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